ottobre/2019

Le ragioni della Turchia che l’Europa non vede
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Le ragioni della Turchia che l’Europa non vede

Le ragioni della Turchia che l’Europa non vede

Una delle attività intellettuali più amate dagli europei è ciò che i sociologi chiamano “dislocazione dell’aggressività verso un nemico esterno”, che oggi consiste nel processare la Turchia, salvo chiudere gli occhi quando le prove smentiscono le accuse. Erdogan fu a lungo accusato di non voler combattere contro l’Isis, ma poi i soldati turchi andarono all’attacco, mentre l’Europa restava a guardare o bombardava con gli aerei per non avere vittime sul campo.

Erdogan è stato anche accusato di trarre profitto dall’immigrazione che è diventato il più grande “business elettorale” dell’Europa. Maledire la Turchia è tempo perso. Tutto ciò che ha senso fare è una mediazione diplomatica per favorire il ritiro pacifico dei curdi e sospendere questa nuova inutile guerra in Medio Oriente. Se i curdi si trovano in questa tragica situazione, è colpa delle politiche espansive di Europa e Stati Uniti, che hanno tradito, con un colpo solo, prima i turchi e poi i curdi. Erdogan ha avviato una campagna militare per liberare il nord della Siria dai curdi, scatenando la condanna di Europa e Stati Uniti. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, pur essendo l’Italia estranea a quel conflitto, ha addirittura convocato l’ambasciatore turco a Roma per manifestare la propria contrarietà all’offensiva.  Tutti si chiedono come sia stato possibile giungere fino a questo punto.

I curdi, che erano stati i migliori alleati dell’Occidente nella lotta contro l’Isis, oggi vengono attaccati da Erdogan con il consenso di Trump,