2020/ 3/2

Non esiste plastica irrecuperabile
plastica Scienza

Non esiste plastica irrecuperabile

Non esiste plastica irrecuperabile

Premiata con il Rolex Awards, la 25enne canadese Wang ha ideato un sistema per riciclare la plastica più difficile senza inquinare. Una sfida nata al liceo.

Per risolvere una selva di problemi Miranda Wang come machete usa l’ostinazione. Questa giovane chimica molecolare nella sua vita non ha mai abbandonato un’idea: da quando aveva 16 anni sognava di risolvere l’irrisolvibile, trovare un modo per recuperare l’irrecuperabile. Trasformare cioè la plastica che non si può riciclare in nuovi oggetti, e per farlo ha immaginato fin da allora di usare un metodo non inquinate, lontano dai combustibili fossili. Oggi, a 25 anni, la giovane canadese alla guida di una startup innovativa premiata con il Rolex Awards for Enterprise 2019, è riuscita a realizzare quel sogno, che tenta di perfezionare giorno dopo giorno.

Per comprendere meglio l’ostinazione e le idee di Miranda bisogna fare un salto indietro, a quando frequentava il liceo. Lei stessa ha raccontato che allora, già appassionata di chimica, tra gite a centri di recupero rifiuti e l’assistere a scene quotidiane di spreco o di mala gestione della plastica, aveva cominciato a interrogarsi sul futuro della Terra e sull’inquinamento legato a questo materiale.

Oltre 8 milioni di tonnellate di plastica ogni anno finiscono in mare, creando enormi danni agli ecosistemi. Accade perché la plastica che soffoca gli oceani ha fra la sue caratteristiche peculiari quella di essere iperdurevole e difficile da riciclare. Una bottiglietta abbandonata in natura può durare anche 400 anni.