Ottobre/2020

Coronavirus 28 – AUMENTO DEI POSITIVI ASINTOMATICI
Medicina Scienza

Coronavirus 28 – AUMENTO DEI POSITIVI ASINTOMATICI

Coronavirus 28 – AUMENTO DEI POSITIVI ASINTOMATICI

Cerchiamo di fare chiarezza su un punto critico della questione.

Molti operatori del settore bio-medico lamentano il fatto che la PCR, tecnica utilizzata per l’analisi dei tamponi naso-faringei, potrebbe portare alla diagnosi di falsi positivi, anche in numero piuttosto elevato. Senza entrare in tecnicismi, cerchiamo di capire cosa sta succedendo e perché tante critiche verso questo approccio diagnostico.

Prima del 02/04/2020 i laboratori, per dichiarare un referto come “positivo”, dovevano rilevare la presenza di 3 geni bersaglio per sars-cov2.

I geni in questione sono:
– E-gene
– RdRp2-gene
– N-gene

Solo rilevando la presenza dei 3 geni in questione si può dire di avere un’elevata possibilità che il virus sia presente nella sua interezza. In questo caso il referto è dunque “positivo”. Prima del 02/04/2020, rilevare un solo gene non veniva considerato significativo, il referto era dunque “negativo” in quanto parliamo di una persona portatrice al massimo di “residui” di una passata infezione ma che non porta più il virus attivo.
Ecco il punto critico.

Le regole sono cambiate, oggi anche il ritrovamento di un solo gene fa sì che il referto sia ugualmente di “positività” (come si vede in figura), con tutto ciò che ne consegue.

Capite bene che, se si fosse mantenuto l’approccio originario dei 3 geni (molto più preciso),

Coronavirus 27 – lo scienziato britannico in Parlamento: Il vaccino non basterà
Medicina Scienza

Coronavirus 27 – lo scienziato britannico in Parlamento: Il vaccino non basterà

Coronavirus 27 – lo scienziato britannico in Parlamento: Il vaccino non basterà

Potrebbero segnare una svolta nella Storia e dare spiegazioni finora tenute segrete sul covid-19, le rivelazioni di una virologa cinese riparata in USA. Si tratta di una studiosa  che ha lavorato nel Dipartimento di Salute pubblica dell’università di Hong Kong.

«È “improbabile” che il vaccino contro il Covid fermi completamente le infezioni e la malattia potrebbe non scomparire mai del tutto». Parola di Patrick Vallance, il capo consigliere scientifico del governo britannico, che ha fatto il punto della situazione. Il medico e scienziato ha sottolineato come il vaiolo sia stata l’unica malattia «mai completamente debellata» e che, in futuro, curare questo virus potrebbe diventare più simile a un evento da trattare «come l’influenza stagionale». Insomma, la strada è ancora lunga.

Lunedì sera Vallance ha parlato davanti a una commissione parlamentare: «Penso che sia improbabile che ci ritroviamo con un vaccino veramente sterilizzante, direi che è probabile che questa malattia circolerà e sarà endemica». Chiaramente «man mano che la gestione migliora, quando saremo vaccinati, si ridurrà la possibilità di infezione. Ma anche la gravità della malattia. E questa potrebbe essere la direzione in cui finiremo per andare».

Sir Patrick ha anche specificato al Comitato per la Strategia di Sicurezza Nazionale che ritiene «improbabile» che un vaccino fosse disponibile per «qualsiasi tipo di uso diffuso nella comunità almeno prima della primavera del prossimo anno».

Coronavirus 26 – Virologa cinese fuggita in USA: “Covid-19 creato in laboratorio”
Medicina Scienza

Coronavirus 26 – Virologa cinese fuggita in USA: “Covid-19 creato in laboratorio”

Coronavirus 26 – Virologa cinese fuggita in USA: “Covid-19 creato in laboratorio”

Potrebbero segnare una svolta nella Storia e dare spiegazioni finora tenute segrete sul covid-19, le rivelazioni di una virologa cinese riparata in USA. Si tratta di una studiosa  che ha lavorato nel Dipartimento di Salute pubblica dell’università di Hong Kong.

A dare la notizia e riportare le dichiarazioni di Li-Meng Yan è il quotidiano “La Verità“. «Ci troviamo davanti non a un virus derivato da un patogeno naturale, ma a un virus artificiale, elaborato e rilasciato dal Wuhan Istitute of Virology, un laboratorio di massima sicurezza che è posto sotto il controllo del Partito comunista cinese».

La virologa Li-Meng Yan, prima firmataria del Rapporto Yan (un paper di 26 pagine sul coronavirus), è convinta che «si sia creato un virus letale al fine di diffonderlo senza poter risalire agli autori». La studiosa afferma di aver iniziato le ricerche sul Covid-19 «il 31 dicembre» scorso, «prima che il 7 gennaio le autorità cinesi dessero l’annuncio ufficiale del primo caso accertato, che addirittura risale al 16 novembre» e precisa che svolgeva le sue ricerche «nel laboratorio dell’Organizzazione mondiale della sanità presso l’università di Hong Kong». Ha lavorato fino alla primavera nel dipartimento di Salute pubblica della Hong Kong University. Ora è a New York, vive «sotto la protezione del governo degli Stati Uniti».

Coronavirus 25 – Remdesivir antivirale 2000 euro
Medicina Scienza

Coronavirus 25 – Remdesivir antivirale 2000 euro

Coronavirus 25 – Remdesivir antivirale 2000 euro

E’ un farmaco nato per combattere il virus di Ebola il primo medicinale approvato in Usa e da oggi anche nell’Unione Europea per contrastare la malattia causata dal virus Sars-CoV2. E’ il Remdesivir, farmaco messo a punto da Gilead e candidato, fin dall’inizio della pandemia, ad essere una delle “armi” più utili contro il virus. Ecco un identikit dell’antivirale che potrebbe (ma il condizionale è d’obbligo) rappresentare una svolta terapeutica.

COME NASCE IL REMDESIVIR Il farmaco è stato sviluppato intorno agli anni 2000 grazie a una tecnologia – ProTide – messa a punto da Chris McGuigan all’Università di Cardiff. Si tratta di una tecnologia che permette di sintetizzare in maniera efficace una serie di molecole che sono precursori del farmaco vero e proprio – si chiamano profarmaci – e che in genere si attivano grazie alla interazione con l’organismo umano.

COME FUNZIONA E’ un profarmaco monofosforamidato di un analogo dell’adenosina che ha un ampio spettro antivirale tra cui filovirus, paramyxovirus, pneumovirus e coronavirus. E’ un potente inibitore della replicazione della SARS-CoV-2 nelle cellule epiteliali delle vie respiratorie nasali e bronchiali umane. In un modello non letale di macaco rhesus di infezione da SARS-CoV-2, la somministrazione precoce di Remdesivir ha dimostrato di avere effetti antivirali e clinici significativi (riduzione degli infiltrati polmonari e titoli virali nei lavaggi bronco alveolari rispetto al solo veicolo).

LA SPERIMENTAZIONE CON IL VIRUS EBOLA Il farmaco è stato sviluppato molto velocemente per poter essere impiegato nell’epidemia di ebola del 2013-2016 in Africa Occidentale,