Dicembre/2020

Coronavirus 34 – Differenze tra i vaccini COVID
Medicina Scienza

Coronavirus 34 – Differenze tra i vaccini COVID

Coronavirus 34 – Differenze tra i vaccini COVID

5, 90, 62. La differenza tra i vaccini anti Covid-19 in arrivo, quello di Pfizer, di Moderna e di Astrazeneca, non sta solo nella percentuale di efficacia. Se è vero che quello è uno dei numeri e delle informazioni più rilevanti per la riuscita del vaccino, è anche vero che gli aspetti da considerare per valutare il farmaco sono numerosi.

L’EFFICACIA

Partiamo dalle differenze evidenti. I vaccini di Pfizer, Moderna e Astrazenea si differenziano per efficacia. Il primo, frutto del lavoro tra la big pharma americana e la tedesca Biontech, ha dimostrato avere un’efficacia del 95%, mentre quello di Moderna ha un’efficacia del 94,5%. Più complicata l’efficacia del vaccino se si parla dell’antidoto di Astrazeneca: il farmaco ha un’efficacia del 62%, ma ha dimostrato di proteggere dal Covid fino al 90% se somministrato, la prima volta, in mezza dose (si tratta di una scoperta dovuta ad un errore durante la sperimentazione).

LE TECNOLOGIA USATA NEI VACCINI DI PFIZER, MODERNA E ASTRAZENECA

Diversa anche la tecnologia alla base dei vaccini. Quello di Astrazeneca può essere definito classico: il farmaco sfrutta un vettore virale di scimpanzé, carente di replicazione, basato su una versione indebolita di un comune virus del raffreddore, contenente il materiale genetico della proteina spike del virus Sars-Cov-2. Dopo la vaccinazione, viene prodotta la proteina spike superficiale, che prepara il sistema immunitario ad attaccare il Covid-19 in caso di infezione.

E-ELT, IL PIÙ GRANDE TELESCOPIO MAI COSTRUITO DALL’UOMO
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E-ELT, IL PIÙ GRANDE TELESCOPIO MAI COSTRUITO DALL’UOMO

E-ELT, IL PIÙ GRANDE TELESCOPIO MAI COSTRUITO DALL’UOMO

39 metri di diametro per lo specchio principale, capace di raccogliere 13 volte più luce di qualsiasi altro telescopio esistente, producendo immagini SEDICI volte più dettagliate di quelle del telescopio spaziale Hubble: ecco a voi l‘European-Extremely Large Telescope, il telescopio di futura generazione in costruzione sui 3000 metri del Cerro Amazones, nelle ande cilene e nel cuore del deserto di Atacama!

Un progetto faraonico, ambizioni incredibili, scienza unica nel suo genere: quello che vedete rappresentato in questa immagine rende idea della meraviglia tecnologica che l’European Southern Observatory, l’ente europeo che gestisce gran parte degli osservatori astronomici in Cile, ha già iniziato a costruire. I primi elementi ottici hanno iniziato a prendere vita nel 2012 e nel frattempo è iniziata anche la costruzione della struttura al Cerro Amazones, in particolare delle fondamenta della cupola gigantesca che ospiterà il telescopio (il livellamento della cima della montagna venne concluso nel 2015).
Come potete immaginare un simile strumento permetterà di studiare con incredibile dettaglio l’Universo: da ciò che popola il nostro sistema solare ai pianeti extrasolari e allo studio delle loro atmosfere, da galassie vicine fino a oggetti che si trovano agli albori dell’universo conosciuto con tutte le implicazioni cosmologiche che simili analisi potranno avere. Proprio per studiare una maggiore varietà di fenomeni cosmici il telescopio opererà nell’ottico e nell’infrarosso, cosa fondamentale per ricavare informazioni sulle regioni di formazione stellare, atmosfere planetarie o galassie lontane la cui radiazione è spostata verso il rosso a causa della distanza.