2021/ 11/9

La crisi dei Microchip
Scienza

La crisi dei Microchip

La crisi dei Microchip

Come rispondere alla crisi dei microchip, indispensabili ormai per tantissime produzioni?

Come tutelarsi dalla garrota cinese che, con la minacciata annessione di Taiwan, potrebbe in pochi anni assicurarsi il controllo di gran parte della produzione mondiale del prezioso manufatto? Da settimane il premier Mario Draghi va sottolineando il forte ritardo dell’Europa su questo fronte, al punto che non ha esitato a prendere contatti diretti con il colosso americano Intel per convincerlo a sbarcare in Italia con un proprio stabilimento a partecipazione mista. Il dossier è stato affidato al ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti: «La trattativa c’è», ha confermato l’esponente dell’esecutivo dagli Stati Uniti dove ha avviato un’intensa interlocuzione con i vertici del colosso.

UN’INTESA DIFFICILE

Secondo alcune indiscrezioni, l’investimento di parte italiana ammonterebbe a circa 4 miliardi di euro, che potrebbero però raddoppiare sulla base delle dimensioni che assumerà l’investimento di Intel. Per la locazione dell’impianto italiano sarebbero in corsa Mirafiori (sponsorizzata con forza dal governatore del Piemonte, Alberto Cirio) o Catania, dove già opera StMicroelectronics. La fabbrica italiana, secondo alcune stime preliminari, potrebbe dare lavoro diretto a oltre mille persone. Anche per questo il governo è pronto a fare particolari concessioni a Intel, proponendo agevolazioni sul costo dell’energia e su quello del lavoro. L’obiettivo ideale sarebbe chiudere l’intesa entro fine anno.