Il cammino di Santiago – pensieri di Alessandro p2
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Il cammino di Santiago – pensieri di Alessandro p2

Sono finalmente giunto al termine del mio lungo e faticoso cammino.

32 tappe per altrettanti giorni. Non mi sono MAI fermato. Partito il 17 settembre 2017 da Irun sono arrivato a Santiago di Compostela il 18 ottobre 2017. Ho fatto quasi 850 km, spendendo quasi 58.000 calorie. Per raggiungere questa meta ho camminato praticamente per 8 giorni e 15 ore … Sono stanco ma al contempo appagato.

Oggi sono molto pensieroso, cammino molto lentamente;  mi sembra di aver trovato una pace importante dentro e le mie emozioni sono molto in superficie, poiché basta un piccolo pensiero per farmi brillare gli occhi. Un piccolo gesto o un racconto di vita;  sento di essere più pronto all’ascolto e credo che il cammino si concluda prima dentro noi stessi e poi all’arrivo a Santiago. Sono arrivato e sento che il cammino sta per lasciarmi… in un modo che io possa da solo mettere in pratica ciò che di importante ho metabolizzato. Credo che il cammino sia anche un percorso interno, che si svolge giorno dopo giorno; tutto ciò che gira attorno a te in questo percorso altro non é che lo stimolo per far vibrare nuovamente le corde dell’anima, che con il passare del tempo abbiamo quasi dimenticato di avere.

Siamo talmente pieni di stimoli semplici e naturali in questo percorso che le nostre barriere seppur costruite a regola d’arte dalla società, non possono resistere e cedono inevitabilmente di fronte all’enorme e travolgente grandezza e bellezza che é la vita.  Ecco,  sto per entrare nella città di Santiago – nel mio piccolo trionfalmente – e vedo le mie barriere ridotte in macerie. Grandi corazze erano; ora vedo al di là di esse. E’ un paesaggio fantastico; animali dovunque,  arcobaleni che risplendono, cinguettii e sorgenti d’acqua, che innalzano la propria voce sempre più forte. Anche gli alberi sembrano parlare, rumoreggiando tra loro grazie ad una lieve brezza che tiene anche in vita gli aquiloni colorati dei bimbi che corrono felici per i prati verdi e sulle spiagge ….. Non riesco a crederci quasi;  tutto questo é dentro me,  al di là della mia corazza. Mi emoziono… Questo paesaggio incantato sta scavalcando le mie barriere ormai cadute…. é la mia anima…..é l’anima di tutti,  nascosta dagli artefatti della civiltà.

Il mio tempo qui purtroppo sta per finire;  tornerò con le barriere distrutte ma che dovrò innalzare nuovamente…  Anche quest’anno ci sono riuscito. Serviva il tempo del cammino per spazzare via anche le macerie rimaste e per ridare aria alla mia anima quasi prigioniera.  Forse tutto il percorso per questa rigenerazione non è stato fatto: non ho più tempo…

Di certo una cosa é accaduta:  in questo frangente della mia vita sono riuscito a riprendere e rivedere quanto più possibile del mio spirito interiore. Sono stato quanto più possibile in contatto con la mia anima e sono riuscito a trattenerla con me da questa parte del muro,  affinché mi dia la forza ed il bene per continuare il mio cammino nella vita…

Descrivere questa esperienza é impossibile. Continuo a dire che va assolutamente vissuta almeno una volta nella propria vita. Il consiglio principe che mi sento di dare é di intraprendere questo viaggio soli e dall’inizio alla fine, senza interruzioni… Credo che questo percorso abbia un qualcosa di magico; è un’esperienza che rimane dentro e con essa la lentezza inesorabile della fatica, del sacrificio, dell’adattamento, della pace e della bontà dell’animo umano. C’è la fierezza del mondo animale e la semplice maestosità e bellezza del nostro Pianeta. Tutto assume un colore diverso e ci si ritrova d’un tratto immersi in una storia dai tratti fiabeschi, senza tempo,  quasi si vivesse in una bolla che ti avvolge e isola, proteggendo chi è dentro dall’esterno. In questa bolla ci si può concedere finalmente di pensare a noi stessi; si guarda in profondità, sollecitati continuamente dalle vibrazioni di ciò che ci circonda, quasi a indicare la via del cammino interiore, e poter nello stesso tempo allungare lo sguardo al di fuori, ad esaminare la metamorfosi della vita che conduciamo…

Fatelo il cammino,  per imparare a tornare ad amare e ad emozionarvi per le semplici cose della vita;  per apprezzare nuovamente i piccoli gesti quotidiani,  per tornare a vibrare insieme al pianeta,  rispettandolo e curandolo…. perché lui esiste, non é scontato e ci abbraccia giorno dopo giorno subendo silentemente calci e pugni da noi tutti, spesso inconsapevoli del male che facciamo. Usciamo da queste vite costruite e torniamo ad amare e ad emozionarci con poco. Riprendiamo il persorso più vero delle nostre vite, tornando ad esserne i veri artefici e artisti.

Buon camino, Bo camiño in galeco!

(Alessandro)

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