Il cammino di Santiago – sensazioni Cristina p2
Viaggi

Il cammino di Santiago – sensazioni Cristina p2

A una settimana dal rientro, apprezzo molto i momenti in solitaria, che siano passeggiate, giri in macchina, momenti in cucina. Questi momenti cercano di restituire il riflesso di quella serenità durante i km percorsi nel cammino. Cercano la quiete. Cercano di fermare la velocità dei tempi dettati dal tran tran quotidiano, che mi piace pure, ma non è pace. Arrivi a venerdì sera che ti rifiuti di uscire, hai bisogno di fermarti, di recuperare qualche pensiero. E’ stato molto semplice trasmettere a colleghi e amici la felicità del viaggio intrapreso, ed è curioso come un’esperienza che viene vista come sacrificante e faticosa possa poi allo stesso tempo affascinare tanto: non vi è persona che mi abbia vista al ritorno che non mi abbia fatto domande specifiche su come mi sono sentita, se sono stata bene, se con la possibilità di più giorni avrei scelto di continuare, se mi ero trovata a mio agio nei posti e con le persone.

Questo mi fa pensare che ognuno, e ripeto ognuno, è affascinato dall’esplorare un cammino in cui incontri natura, gente, e non meno importante te stesso. Ma non è cosa da tutti seguire questo fascino, è faticoso, ha delle esigenze il cammino. Allora vado ancora più fiera di aver colto l’occasione senza scegliere una vacanza comoda, una vacanza rilassante, mondana. Il mio mondo l’ho trovato in quei giorni in quelle persone incontrate, in quel fango da oltrepassare, in quelle salite da vincere, nell’allegria dei miei compagni di viaggio. Io ero nel mio posto e auguro a chiunque di andare a dormire la sera sereno e pensare: questo è il mio posto.

E’ una sensazione straordinaria. Non è il luogo che fa la differenza, è la tua presenza. Quel posto – in quel momento – sei TU.
(Cristina)

Articoli che ti potrebbero interessare

Related posts

Leaver your comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.