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A guide to Seasonal Flu for Seniors
Anunnaki Medicina

A guide to Seasonal Flu for Seniors

A guide to Seasonal Flu for Seniors

When fall rolls around, the weather begins changes, you start to get in the holiday spirit, and… almost everyone gets sick? This isn’t a coincidence. The colder weather coincides with the beginning of flu season—a time when people being diagnosed with the flu occurs more frequently than normal rates.

While the flu has similar symptoms as a the common cold—sore throat, cough, and a runny nose—the flu can result in far more devastating consequences. This is especially true among seniors, who can experience hospitalization or even death. Between 2010 and 2016, a range of 12,000 to 56,000 people died every year because of the flu, according to the Centers for Disease Control and Prevention, and many of them were people over the age of 65.

The flu is preventable, too, with vaccines and other preventative measures, so let’s discuss exactly what the flu is, what it looks like, how it spreads, and how seniors can protect themselves from the virus.

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Quando cade l’autunno, il tempo inizia a cambiare, si inizia a entrare nello spirito festivo e … quasi tutti si ammalano? Questa non è una coincidenza. Il clima più freddo coincide con l’inizio della stagione influenzale, un periodo in cui le persone a cui viene diagnosticata l’influenza si verificano più frequentemente rispetto ai tassi normali.

Mentre l’influenza ha sintomi simili a quelli del comune raffreddore alla gola,

La mutazione che fa invecchiare più lentamente
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La mutazione che fa invecchiare più lentamente

E’ quella di una proteina scoperta nei topi

La mutazione di una proteina cruciale nei processi di riciclo cellulare riesce ad allungare la vita ai topi, facendoli invecchiare molto più lentamente e mantenendoli anche in buona salute. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature da ricercatori del Centro per la salute dell’Università del Texas sud-occidentale guidati da Beth Levine, potrebbe portare a future terapie che contrastino l’invecchiamento prematuro e i disturbi legati ad esso.

La protagonista dello studio è la proteina beclin-1 responsabile dell‘autofagia, il meccanismo cellulare che permette la degradazione e il riciclo dei componenti cellulari danneggiati, un processo chiamato autofagia e  premiato nel 2016 con il Nobel per la Medicina. Lo stesso gruppo di ricerca aveva indicato in una ricerca precedente che la mutazione di questa proteina aumentava il tasso del riciclo nel cervello e nei muscoli e migliorava le funzioni conitive dei topi malati di Alzheimer: ora hanno scoperto che la stessa mutazione promuove la longevità e riduce il rischio di sviluppare tumori e diverse malattie legate a cuore e reni.

Leggi articolo ANSA

La chemioterapia aumenta la crescita del cancro
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La chemioterapia aumenta la crescita del cancro

Le cellule tumorali diventano resistenti al trattamento

La truffa sul trattamento del cancro che è la chemioterapia è stata ancora una volta dimostrata nella letteratura scientifica come una delle principali cause, piuttosto che una cura per il cancro. Secondo un nuovo studio recentemente pubblicato sulla rivista Nature peer-reviewed, la chemioterapia non solo promuove la crescita e la diffusione delle cellule tumorali danneggiando il tessuto sano che circonda i tumori, ma fa anche in modo che le cellule tumorali sviluppino una resistenza completa al popolare trattamento, trasformandoli in cellule tumorali “super”.

I ricercatori del Fred Hutchison Cancer Research Center di Seattle, Washington, lo hanno imparato dopo aver osservato gli effetti della chemioterapia sul tessuto cellulare sano. Quello che hanno trovato è qualcosa che noi di NaturalNews abbiamo detto per anni, ma che il sistema medico nel suo complesso si sta solo ora svegliando: la chemioterapia, che è un veleno riconosciuto, danneggia il DNA di un sano, non canceroso cellule, inducendole a produrre molecole che a loro volta producono più cellule cancerose.

Non ci vuole uno scienziato missilistico per fare questa deduzione, ovviamente, come il semplice buon senso impone che far saltare cellule sane insieme a cellule malsane causerà danni a tutte le cellule. Ma questa è apparentemente una grande notizia nel nord-ovest, dove gli scienziati sono apparentemente sconcertati su come questo possa essere. E non stiamo parlando di danni minori qui – secondo le cifre,

Vaccino contro l’influenza, 9 medici su 10 non lo fanno
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Vaccino contro l’influenza, 9 medici su 10 non lo fanno

Vaccino contro l’influenza, 9 medici su 10 non lo fanno

I medici e gli operatori sanitari non danno il miglior esempio quando si tratta di vaccinarsi contro l’infuenza. Una pratica che dovrebbe essere acquisita per una categoria tenuta a proteggere i pazienti e garantire assistenza durante le epidemie, ma a cui si sottopone solo una piccola percentuale dei medici, tra il 12 e il 13%. In pratica quasi il 90% di dottori e infermieri non lo fa: una percentuale più alta di quella registrata negli altri Paesi europei. “E’ una vergogna per la categoria, una grave mancanza di rispetto di una misura importante per ridurre i rischi legati alla diffusione dell’epidemia”, dice all’Adnkronos Salute Paolo Bonanni, docente di Igiene dell’Università di Firenze e componente della Società d’Igiene Siti.

“Se medici e infermieri non si vaccinano – spiega Bonanni – fanno un pessimo servizio ai loro pazienti e alla sanità in generale. Questa misura, infatti, per quanto riguarda gli operatori ha una triplice valenza. In primo luogo, infatti, permette di ridurre i rischi di trasmettere il virus ai pazienti e quindi tutela gli assistiti. In secondo luogo tutela il funzionamento del servizio sanitario nei momenti in cui l’epidemia influenzale rischia di metterlo in crisi: i medici e gli infermieri vaccinati si ammalano meno e quindi consentono di garantire l’assistenza”. Infine, non meno importante, l’aspetto della testimonianza. “E’ difficile convincere i cittadini a vaccinarsi se poi sono proprio i medici a non vaccinarsi.

BIG Pharma controlla tutto
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BIG Pharma controlla tutto

BIG Pharma controlla tutto
No VAX please
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No VAX please

No VAX please

Dosaggi Anticorpali ed Esenzione Ticket: cosa sapere.
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Dosaggi Anticorpali ed Esenzione Ticket: cosa sapere.

Dosaggi Anticorpali ed Esenzione Ticket

Quando giunge nella vita di un bambino il momento di eseguire le vaccinazioni di routine o i richiami, di solito i genitori vengono assaliti da dubbi e curiosità ed una delle domande che più spesso viene fatta riguarda l’efficacia della copertura del vaccino proposto.
Le istituzioni preposte a fornire queste risposte, istruiscono i genitori più curiosi affermando (senza aver alcun dubbio in merito) che il vaccino ha una certa efficacia.
Prendiamo, giusto ad esempio, quanto indicato sul sito del network italiano dei servizi vaccinali sul vaccino MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia): efficacia del 98-99% dopo due dosi.

Cosa significa?
1) è un dato statistico (perché è espresso in percentuale)
2) significa che su 100 bambini vaccinati, 98 di essi dovrebbero produrre anticorpi; nei restanti 2 bambini il vaccino non sarà efficace.
QUI i dati di efficacia relativi all’esavalente.
Io genitore, come faccio a sapere se mio figlio fa parte dei bambini che sviluppano gli anticorpi oppure se sarà uno di quelli che invece non sviluppa anticorpi (cioè quelli per i quali il vaccino non è efficace)?

È una domanda seria, per un genitore, e spesso i medici ci ridono sopra e forniscono risposte del tutto fuori luogo e decisamente poco convincenti (tipo “non si preoccupi…”), ma finora nessun medico (secondo quanto ci riportano le migliaia di genitori che si confrontano con noi ogni giorno) ha adeguatamente dipanato il dubbio.

I vaccinati risultano non protetti
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I vaccinati risultano non protetti

Giungono sempre più segnalazioni di medici e genitori

che hanno, rispettivamente, prescritto ed effettuato gli esami prevaccinali anticorpali ai bambini, con esiti inattesi (per alcuni): i vaccinati non hanno gli anticorpi! Vaccinati con l’esavalente, e a tutti i relativi richiami, non hanno gli anticorpi contro Tetano, Pertosse ed Epatite B! Ma d’altronde sono gli stessi produttori dei vaccini che con massima trasparenza lo scrivono non su documenti riservati ma direttamente sui fogli illustrativi di vaccini come questo, ad esempio.

Nel cratere sismico di umbria-marche-lazio-abruzzo, il SSN passa persino il viagra con l’esenzione del ticket, ma gli esami anticorpali prevaccinali no! Tante regioni si sono premurate di tempestare con circolari bizzarre (in contrasto con atti amministrativi superiori e persino con norme) ASL, medici di famiglia e pediatri nel NON prescriverli perché non necessari. Gli ordini dei medici e pediatri, nazionali e provinciali, vanno in tv e giornali a propagandare (e a diramare circolari ai loro iscritti) che “non esiste nessuno studio scientifico che dimostri l’utilità degli esami anticorpali ai fini della prevenzione di reazioni avverse” (??!!!). Come dire? Che c… che diamine c’entra? Siamo un po’ andati fuori tema. Volutamente.

Tanti pediatri si stanno immolando alle circolari, esautorando, come al solito, la legge, negando la prescrizione degli esami anticorpali e subendone le relative denunce penali. Piangono come agnellini, loro, a causa di cattivi genitori che li hanno denunciati, genitori incuranti del fatto che se avessero accettato di prescriverli sarebbero stati licenziati (???).

Il laboratorio di Terni che crea le zanzare antimalaria
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Il laboratorio di Terni che crea le zanzare antimalaria

Finora era conosciuta come la città dell’acciaio

ma Terni sta diventando uno dei luoghi da segnare nella mappa globale della ricerca di frontiera. Il Corriere ha visitato in anteprima il nuovo laboratorio di ecologia-genetica della città umbra, coinvolto nel progetto di lotta alla malaria finanziato dalla Fondazione Bill e Melinda Gates. Oggi e domani, in occasione degli Open Days, anche i comuni cittadini potranno vedere le apparecchiature, le camere climatiche e le gabbie per ospitare le zanzare, che sono le vere protagoniste dell’impresa. Qui a Terni, infatti, si fa ricerca per capire se l’idea di usare le biotecnologie per ridurre drasticamente la specie che trasmette la malattia (Anopheles gambiae) è destinata a funzionare nel mondo reale. Ad aprirci le porte è Greta Immobile Molaro, l’amministratore delegato del Polo GGB (genomica, genetica e biologia). Sorriso, modi diretti e pancione di 7 mesi. Vedendola si capisce subito che, pur trovandoci in un laboratorio pronto ad allevare migliaia di zanzare geneticamente modificate, siamo in buone mani. “Struttura e procedure hanno appena superato l’ispezione di un gruppo di esperti internazionali”, ci dice.

Ma era proprio necessario?

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L’India taglia fondi alla Fondazione Gates
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L’India taglia fondi alla Fondazione Gates

Il dottor Jacob M Puliyel di Nuova Delhi

membro del comitato istituito dal NTAGI per esaminare la morte dei bambini ai quali era stato somministrato il vaccino pentavalente ha scritto in un articolo per il Sunday Guardian. Sappiamo per certo che fino ad agosto 2016 ci sono stati 237 decessi segnalati al governo indiano entro 72 ore dalla vaccinazione con il vaccino pentavalente. Sull’introduzione del mortale vaccino pentavalente sono state avviate delle cause di interesse pubblico (PIL, Public Interest Litigation) che mettono in discussione la rilevanza e l’efficacia del vaccino in India. Due membri del NTAGI, un consulente politico e un funzionario hanno depositato un PIL alla corte suprema contro l’introduzione del vaccino pentavalente nell’UIP. Il PIL sostiene chiaramente che:

  • Il piano per introdurre il vaccino pentavalente è stato abbozzato ignorando lo studio di Minz che suggerisce che il numero di casi di meningite da emofilo, Hib, è talmente basso in India da non giustificare la decisione governativa di introdurre un vaccino per eradicarla.
  • I dati provenienti da paesi in cui il vaccino pentavalente è stato in uso per anni, dimostrano che non vi è alcun beneficio reale dall’utilizzo di questo vaccino nella prevenzione delle malattie.
  • L’efficacia del vaccino pentavalente è dubbia dato che presenta effetti collaterali importanti e ha causato morti in molti paesi in via di sviluppo. Il vaccino è stato introdotto in India nel programma UIP sotto la spinta dell’OMS e l’influenza del GAVI, ignorando fatti e cifre circa la sua utilità e sicurezza.