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Lettera a Bergoglio
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Lettera a Bergoglio

CARO BERGOGLIO…

ho letto la missiva che oggi ha scritto al “popolo di Dio” e nella quale lei chiede (ritengo a nome dell’istituzione che rappresenta) perdono per gli abusi sessuali commessi dai sacerdoti. Premetto che mi piacerebbe capire meglio l’espressione “popolo di Dio”. Si sta per caso rivolgendo all’intero genere umano? No, perché sa, in questo caso io mi dissocio, visto che non credo in alcun dio, così come immagino che dalla sua lettera si dissocino quanti credono in un dio diverso da quello cattolico, al quale penso lei si rivolga.

Vede, Bergoglio, tanta gente si è rotta le scatole delle vostre richieste di perdono per tutta una serie di comportamenti, passati e presenti, della vostra chiesa.
Mi ricordate tanto la famosa canzone di Caterina Caselli! Soprattutto, poi, non siete più credibili, e tantomeno è credibile lei, che da qualche tempo si riempie la bocca di “tolleranza zero” contro i pedofili, ma di fatto non ha realizzato un solo atto concreto, a livello pratico o normativo, per combattere il fenomeno (a parte qualche commissione fantasma creata ad hoc per gettare fumo negli occhi).

Lei avrebbe potuto ad esempio introdurre l’obbligo per i vescovi di denunciare i sacerdoti pedofili; oppure avrebbe potuto riformare il processo canonico, nel quale (pochi lo sanno) alla vittima non è consentito di essere accompagnata da un legale; oppure avrebbe potuto prevedere l’immediata decadenza allo stato laicale per il bastardo di turno. Invece, niente di tutto questo. Parole, parole, parole,

Quattromila figli di sacerdoti
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Quattromila figli di sacerdoti

Quattromila figli di sacerdoti

I figli dei preti rappresentano un problema di sempre più stretta attualità per la Chiesa cattolica.

La questione è legata a doppio filo con l’apertura di Bergoglio verso i viri probati e l’estensione del sacerdozio ai padri di famiglia:dando la possibilità ai sacerdoti di sposarsi o ammettendo nel clero uomini già sposati, infatti, si risolverebbe il tutto alla radice. Almeno in riferimento ai casi futuri. Ma prescindendo dalle possibili svolte aperturiste del papa e dai contrari e dai favorevoli a questa che per ora rimane un’ipotesi, a far riflettere sulla vicenda sono soprattutto i numeri dei coinvolti. I figli dei preti, infatti, sono tanti:quattromila secondo Coping international. Michael Rezendes, del Boston Globe, membro di Spotlight, giornalista reso celebre dall’inchiesta sulla pedofilia nella Chiesa, è stato tra i primi ad accorgersi delle proporzioni del fenomeno e in un’inchiesta divisa in due parti ha posto un focus su quella che per il membro del famoso team del Globe è una vera e propria “legione invisibile di segregazione e abbandono”. E il comitato preposto dell’Onu aveva già chiesto al Vaticano di “stabilire il numero dei figli messi al mondo da preti cattolici, scoprire dove si trovano e prendere tutte le misure necessarie per assicurare che i diritti di quei bambini a conoscere i loro genitori e a ricevere le loro cure siano rispettate”.

Pochi giorni fa, poi, anche il Giorno ha affrontato “le storie e destini dei figli dei preti”.

Scandalo pedofilia su bambini sordomuti
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Scandalo pedofilia su bambini sordomuti

Dopo anni di scandali, accuse e proteste, papa Francesco

ha detto basta ed ha commissariato la Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti, l’istituto con casa generalizia a Verona in Italia e sedi in molti Paesi del mondo, in cui numerosi sacerdoti sono accusati di aver abusato sessualmente minori affetti da disabilità nel corso di decenni. La notizia è stata data nelle scorse settimane da una agenzia di stampa argentina, ma in Italia era passata sotto traccia. Proprio un argentino il commissario scelto dal pontefice: si tratta di Alberto Bochatey, vescovo ausiliare di La Plata. La nomina è stata effettuata dalla Congregazione vaticana per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica ed è facile immaginare che abbia ottenuto il pieno avallo del Papa. A Bochatey sono stati dati i più ampi poteri nella gestione dell’istituto religioso.

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Le Pasque Piemontesi, il massacro dimenticato
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Le Pasque Piemontesi, il massacro dimenticato

Il 25 gennaio del 1655, Andrea Gastaldo

dottore in giurisprudenza, con la piena approvazione del duca di Savoia, emana il seguente ordine: “Che ogni capofamiglia, insieme ai membri di quella famiglia, appartenente alla religione riformata, di qualsiasi rango, grado o condizione, nessuno escluso, abitante e con proprietà a Lucerna, San Giovanni, Bibiana, Campiglione, San Secondo, Lucernetta, La Torre, Fenile e Bricherassio, abbandoni nel giro di tre giorni dalla data della pubblicazione, suddetti posti… ciò deve essere fatto pena la morte e la confisca di case e di beni, a meno che entro il limite di tempo prescritto si converta alla religione cattolica romana”. 
Siamo nelle valli Valdesi del Piemonte.

Valdesi?

Il fondatore del movimento valdese fu un mercante di Lione, Pietro Valdo, che tra il 1173 ed il 1175, dopo aver concesso tutti i beni di sua proprietà ai poveri, si dedicò ad una vita votata alla povertà ed alla predicazione itinerante.

Pochi anni dopo Pietro Valdo fu accusato d’eresia e dovette vivere, con il seguito, in clandestinità. I pochi che rimasero sul suolo italiano si ritirarono nelle valli alpine.L’accusa?

I Valdesi volevano sovvertire la tradizione cristiana, secondo l’idea di santa romana chiesa, poiché rinnegavano la fede per abbracciarne un’altra alle cui fondamenta vi era un patto con il diavolo.In Italia i Valdesi si riparano nelle valli alpine del Piemonte, ed in questi luoghi avviene la tragedia del 1655.

Lo scandalo dei cappellani militari
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Lo scandalo dei cappellani militari

Lo scandalo dei cappellani militari coperti d’oro.

Sia lodato il governo, i cappellani militari cattolici (ma non i colleghi di altre confessioni) potranno brindare all’aumento di stipendio, grazie al provvedimento di riordino delle carriere del personale delle forze armate. Non tutti, però, potranno alzare il calice al cielo: solo i più anziani potranno beneficiare degli aumenti previsti, mentre le giovani leve si dovranno accontentare di una carriera di rango inferiore e di stipendi meno redditizi. Da qui le prime, quasi clandestine, prese di posizione da parte di alcuni ambienti ecclesiali in grigioverde.

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Vaticano fermato un monsignore
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Vaticano fermato un monsignore

Vaticano, fermato un monsignore: festini gay e droga al Palazzo dell’ex Sant’Uffizio

Il segretario di un importante cardinale colto in flagrante dalla Gendarmeria della Santa sede e spedito a disintossicarsi nel riserbo più assoluto. La lussuosa auto con targa d’Oltretevere lo avrebbe protetto dai controlli della polizia italiana. Il religioso era in predicato di diventare vescovo, ma la nomina è stata fermata. Papa Francesco furioso.

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Montecassino, bella vita con soldi di fedeli: ex abate a processo
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Montecassino, bella vita con soldi di fedeli: ex abate a processo

Montecassino, bella vita con soldi di fedeli: ex abate a processo col fratello. Spariti 500mila euro di donazioni

È accusato di avere prelevato circa 500 mila euro direttamente dai conti correnti e dalla cassa della diocesi. Per questo Pietro Vittorelli, ex abate di Montecassino, in provincia di Frosinone – una delle abbazie più importanti d’Italia -, è stato rinviato a giudizio dal gip di Roma. Nei suoi confronti l’accusa è di appropriazione indebita. Insieme al religioso il giudice ha disposto processo anche per il fratello di Vittorelli, Massimo, accusato di riciclaggio. Lo scandalo era esploso nel novembre 2015, quando Vittorelli era già un ex ‘Dom’ del monastero fondato da San Benedetto, alla guida del quale era stato dal 2007 al giugno 2013.

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Il cardinale del Mali non sarà al concistoro per ragioni di salute
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Il cardinale del Mali non sarà al concistoro per ragioni di salute

Il cardinale del Mali titolare di conti in Svizzera non sarà al concistoro per ragioni di salute

Nella lista dei nuovi cardinali il suo nome è il primo, in cima a tutti gli altri, ma Jean Zerbo, l’arcivescovo del Mali designato da Papa Francesco tra le cinque berrette rosse al concistoro di mercoledì, non ci potrà essere. «Ragioni di salute» hanno fatto sapere dalla sua diocesi, a Bamako. Tutta colpa di una fastidiosa occlusione intestinale che lo ha costretto ad un ricovero in una clinica parigina. E così non potrà ritirare il berretto rosso, l’anello cardinalizio.

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Le visioni di padre Pio
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Le visioni di padre Pio

Le visioni di padre Pio

Le sue “visioni” erano copiate da quelle di un’altra mistica: appena ordinato sacerdote, Padre Pio passava gran parte del tempo a casa, anziché in convento, adducendo non meglio precisati problemi di salute. Per dimostrare il suo travaglio spirituale, le estasi e il contatto personale che aveva con Cristo scriveva ai superiori lettere piene di trasporto. Solo che erano copiate parola per parola dall’epistolario di Gemma Galgani, una donna di Lucca che aveva ricevuto le stimmate nel 1899, e il cui libro era tra le letture del giovane frate

(vedi: S. Luzzatto, Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento, Einaudi 2007, pp. 28-32).

Vaticano, lo Ior chiude il bilancio in utile
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Vaticano, lo Ior chiude il bilancio in utile

Vaticano, lo Ior chiude il bilancio con un utile di 36 milioni di euro

Lo Ior chiude il bilancio con un utile di 36 milioni di euro. I conti della banca vaticana migliorano rispetto alla gestione dell’anno scorso che aveva fruttato “solo” un utile di 16 milioni di euro. Questo risultato – pubblicato oggi nel bilancio 2016 – è stato conseguito attraverso una efficiente attività di negoziazione, in un contesto di elevata volatilità dei mercati, instabilità politica dovuta agli esiti inattesi dei maggiori eventi elettorali dell’anno e bassi tassi d’interesse.

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