Coronavirus 14 – Cosa sappiamo ora
Medicina Scienza

Coronavirus 14 – Cosa sappiamo ora

Coronavirus 14 – Cosa sappiamo ora

«Abbiamo la cura» per Covid-19? «Non vorrei sembrarvi eccessivo, ma credo di aver dimostrato la causa della letalità del coronavirus». Sono questi i proclami che stanno rimbalzando sui ‘social’ in questi giorni. Parlano di farmaci già esistenti ed economici, come l’enoxaparina, che sarebbero in grado di sconfiggere il virus che sta tenendo sotto scacco l’Italia e il resto del mondo. Ma quanto c’è di vero in questi annunci? «Per parlare bisogna aver visto questi malati – puntualizza all’AdnKronos Salute, Alberto Zangrillo, direttore delle Unità di anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare dell’ospedale San Raffaele di Milano. L’esperto tiene a precisare che la questione è più complessa di come viene presentata.

«Non è che abbiamo preso un abbaglio» nelle terapie intensive «È scorretto quello che si legge sul web, e cioè che questi malati semplicemente muoiono di coagulazione intravascolare disseminata, piuttosto che di infarto, o altre cose. Il trattamento di Covid-19 rimane difficilissimo e non deve mai essere banalizzato». Ma, aggiunge, «quello che stiamo notando da tempo e che evidentemente verrà scritto presto, ma nel frattempo ci è utile per rendere sempre più efficace il trattamento, è che la polmonite è solo l’aspetto più evidente dei casi gravi che giungono in terapia intensiva. È una costante, non vi è malato che non ce l’abbia». Però, prosegue, «nel mio istituto abbiamo eseguito Tac total body a ogni singolo paziente e quello che stiamo vedendo è una tempesta infiammatoria, che ha come target non solo il polmone ma anche tutta un’altra serie di organi e apparati. Soprattutto l’endotelio, la parte interna dei vasi».

«Vediamo inoltre in una percentuale significativa di casi – sottolinea Zangrillo – che esiste evidenza di manifestazioni tromboemboliche che peggiorano il quadro. Non è infatti da oggi che diciamo che non ci troviamo di fronte alla classica polmonite, ma a qualcosa di più complesso e differente, molto più sistemico».

La clorochina

La clorochina funziona contro il coronavirus? Politici di dubbia competenza come Trump e Bolsonaro chiamano il farmaco “miracoloso”. I medici avvertono che non ci sono prove sulla sua efficacia e mettono in guardia contro gli effetti collaterali sul ritmo cardiaco. Intanto ai malati, anche italiani, il vecchio antimalarico risalente agli anni ’30 viene somministrato in regime off-label, ovvero al di fuori delle indicazioni ufficiali, sia in ospedale sia fra chi si cura a casa propria.

Per rispondere alle domande e placare le polemiche, l’università di Oxford sta avviando il più grande trial mai organizzato finora, con 40 mila partecipanti in Asia, Europa e Africa. Il test non cercherà di rispondere solo alla domanda se la clorochina cura il Covid, la malattia da coronavirus. Il suo obiettivo è anche capire se ha un effetto di profilassi. Se diminuisce cioè la probabilità di ammalarsi quando viene assunto prima dell’esposizione al virus. I volontari che si sottoporranno al test non sono scelti a caso: si tratta di personale sanitario che si trova a contatto stretto con i malati contagiosi. Già oggi in alcune corsie italiane dove si tratta il Covid la clorochina viene presa da medici e infermieri nella speranza che prevenga le infezioni o le indebolisca sul nascere. India e Bangladesh la distribuiscono ugualmente al personale sanitario sano ma impegnato nella lotta al coronavirus.

Il farmaco viene usato perché avrebbe un duplice effetto: antivirale (ostacola l’ingresso dei virus nelle cellule dell’organismo) e antinfiammatorio (la polmonite del Covid è effetto proprio di una esagerata reazione infiammatoria). Altre sperimentazioni sono in corso in vari Paesi del mondo, Italia inclusa. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso l’antimalarico fra i potenziali farmaci sottoposti a trial clinico. I Centers for Disease Control americani (l’agenzia federale che si occupa di malattie infettive) hanno intanto rimosso dal loro sito le indicazioni per la somministrazione di clorochina ai malati di Covid. Consigliare un farmaco di cui nessuno finora ha dimostrato l’utilità è infatti pratica assai inusuale per un ente scientifico. E il presidente Donald Trump, ha rivelato il New York Times, ha una modesta partecipazione finanziaria nell’azienda produttrice.

fonte www.messaggero.it – 12 aprile 2020

Related posts

Leaver your comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.