Coronavirus 23 – Il virus RNA si indebolisce
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Coronavirus 23 – Il virus RNA si indebolisce

Coronavirus 23 – Il virus RNA si indebolisce

SARS-Cov-2 – Perché si sta indebolendo.

Come scrivo dal mese di marzo, il beta-coronavirus SARS-Cov-2 esiste sotto forma di popolazioni di mutanti sparsi nel mondo, proprio a causa della sua grande variabilità genetica. Sarebbero infatti più di 6.800 le mutazioni comparse nel genoma del virus durante la sua corsa intorno al mondo, come rivela uno studio svolto dall’University College London (UCL). Ciò che emerge con sempre più forza da questi studi è che il virus accumula mutazioni che non giocano alcun ruolo nel suo potenziamento ma anzi, sembrano indebolirlo nel tempo (così come accaduto a tanti altri ceppi virali).

Allora la domanda nasce spontanea. Perché il virus si indebolisce?

Cerco di chiarire alcuni aspetti interessanti come biologo molecolare.

Fondamentalmente entrano in gioco due meccanismi. Il primo è sicuramente legato al fatto che siamo di fronte ad un virus a RNA, molecola molto instabile rispetto al DNA. Questo vuol dire che durante la replicazione, questo genoma a RNA è soggetto ad errori di copiatura. Chi ha un minimo di dimestichezza con la genetica sa bene che, statisticamente parlando, è molto più probabile che un errore di copiatura e quindi una mutazione risulti sfavorevole, piuttosto che favorevole. Il virus ha quindi davvero pochissime possibilità di potenziarsi ma moltissime possibilità di indebolirsi in modo autonomo.

Il secondo fattore che entra in gioco nell’indebolimento del virus è invece più legato al nostro sistema immunitario. Prestate particolare attenzione a questo punto che ha del meraviglioso. La nostra risposta immunitaria innata è capace di orchestrare un sistema enzimatico in grado di infliggere modifiche al codice genetico di SARS-Cov-2 mediante un meccanismo noto come “RNA editing”. In un importante lavoro pubblicato su “Science Advances” [1] e coordinato da Silvo Conticello (Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa), si mette in evidenza il ruolo di due sistemi enzimatici chiave: ADAR e APOBEC. Nella fattispecie, gli ADAR e gli APOBEC convertono due dei quattro componenti dell’RNA virale – le adenine e le citosine – in inosine e uracili, causando di fatto alterazioni genetiche che il virus accumula. Potremmo quasi parlare di un sistema di “hackeraggio” che le nostre cellule mettono in atto quando infettate. L’interazione con l’essere umano quindi influenza moltissimo l’evoluzione del virus, accelerandone l’indebolimento, così come stiamo osservando e come osservato dai clinici.

Pietro Buffa Biologo Molecolare e Nutrizionista

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