La falsa promessa dei vaccini
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La falsa promessa dei vaccini

La falsa promessa dei vaccini

La massiccia adesione ai vaccini contro il papilloma virus umano (HPV) provoca molte preoccupazioni, tra cui la natura stessa del vaccino. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS): «Un vaccino è una preparazione biologicache migliora l’immunità a una determinata malattia. Tipicamente contiene un agente simile al microrganismo che causa la malattia ed è spesso costituito da forme indebolite o uccise del microbo, dalle sue tossine o una delle sue proteine di superficie. L’agente stimola il sistema immunitario del corpo affinché lo riconosca come “estraneo”, lo distrugga e lo “ricordi”, così che il sistema immunitario possa riconoscere e distruggere più facilmente tutti i microorganismi di questo tipo che incontrerà in seguito.» (OMS, 2016)

Fin qui tutto bene, giusto? Non secondo la Dott.ssa Lucija Tomljenovic, ricercatrice in materia di vaccini, che tratta del modo in cui questi agiscono all’interno del corpo umano in una lettera intitolata “Forced Vaccinations: For the Greater Good?”. La sua lettera è stata inviata a una commissione del Senato dello Stato della California nel 2015 quando nel comitato si stava discutendo una legge sulle vaccinazioni obbligatorie.
La Dott.ssa Tomljenovic descrive il modo in cui i vaccini non riescono a indurre l’immunità cellulare e, di conseguenza, la protezione dalla malattia:

«[…] Per prima cosa, i vaccini stimolano l’immunità umorale (tramite risposte di anticorpi o linfociti Th2) mentre hanno poco o nessun effetto sull’immunità cellulare (risposte Th1 mediate da linfociti T citotossici), che è di fondamentale importanza per la difesa da agenti patogeni, sia virus che batteri.» (Tomljenovic, 2015, p. 7).
La Dott.ssa Tomljenovic suggerisce che questo mancato sviluppo di immunità cellulare potrebbe essere il motivo per cui sono spesso necessari i richiami dei vaccini (p. 7). L’immunità della vaccinazione non è duratura, mentre quella naturale perdura nel tempo. Il sistema immunitario è composto da due parti. Una è il
sistema immunitario umorale, che, prima di tutto, produce anticorpi nel sangue in reazione alla presenza di antigeni estranei nel corpo. Questa è la parte su cui hanno maggiormente effetto i vaccini. Poi c’è il sistema immunitario cellulare o cellulo-mediato, che elimina gli antigeni estranei dal corpo, il cui processo si manifesta con una risposta infiammatoria acuta nell’organismo, con sintomi quali febbre e malessere.
Se un vaccino stimolasse l’intero sistema immunitario, la persona vaccinata avrebbe una risposta infiammatoria e svilupperebbe tutti i sintomi della malattia (Incao, 2006). Il Dott. Philip F. Incao lo riassume come segue: «Le vaccinazioni sono generalmente efficaci nell’evitare che una persona manifesti una determinata malattia, ma non migliorano la forza o la salute generale dell’individuo né il sistema immunitario.» (Incao, 2006).

L’immunità però è raramente descritta in questi termini e quindi i vaccini vengono ampiamente accettati come mezzo perché le comunità possano restare in salute e arginare la diffusione di una malattia.

Basterebbe leggere il Foglietto illustrativo ad alcuni vaccini per capire molte cose. Ad esempio il PRIORIX, prodotto dalla GlaxoSmithKline S.p.A., Vaccino (vivo) antimorbillo, antiparotite, antirosolia. Alla pagina del 8 documento – disponibile sul sito dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) – recita : “Bambini di età inferiore ai 12 mesi I bambini vaccinati nel loro primo anno di vita possono non risultare completamente protetti. Il medico indicherà se sono necessarie ulteriori dosi di vaccino. Come tutti i vaccini, Priorix può non proteggere completamente tutte le persone che sono state vaccinate.”

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