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La questione Galileiana e Giuseppe Settele

De revolutionibus orbium coelestium (Sulle rivoluzioni dei corpi celesti)

è il celeberrimo trattato astronomico di Niccolò Copernico, pubblicato per la prima volta a Norimberga nel 1543. In questo testo Copernico descrive il frutto dei suoi studi parlando del movimento degli oggetti del cielo .

   

Decreto di approvazione dell’opera “Elementi di Astronomia” di Giuseppe Settele, a sostegno del sistema eliocentrico

Magistero della Chiesa Papa Pio VII – 16 agosto 1820. In risposta alla lettera inviatagli nel marzo del 1820 da Giuseppe Settele, docente di ottica e Astronomia alla Sapienza di Roma, allo scopo di chiedere l’approvazione del suo manuale Elementi di Astronomia nel quale veniva esposto il sistema eliocentrico, opera in un primo tempo ritenuta sospetta dal Cardinale Segretario del Sant’Uffizio P. Filippo Anfossi, il romano Pontefice Pio VII emana il seguente decreto di approvazione. Con esso si dichiara non sussistere ormai alcun motivo per continuare a sostenere il sistema copernicano soltanto ex suppositione, essendo ormai l’affermazione del copernicanesimo una sentenza comune fra tutti gli astronomi, compresi gli autori cattolici. È il primo documento ufficiale della Chiesa di Roma che, con tale affermazione, chiude in sede formale la vicenda galileiana. Va comunque notato che fin dall’edizione del 1758 dell’Indice dei libri proibiti non vi è più traccia del generico riferimento di proibizione alle opere che sostenevano il sistema copernicano, sebbene i singoli titoli verranno espunti successivamente.

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1 Comment

  • truelies
    17/Ago/2017

    Galileo Galilei : le sue teorie filo-copernicane sul moto dei corpi celesti sono in totale antitesi alla teoria aristotelica-tolemaica sostenuta dalla Chiesa cattolica. Dopo aver subito varie denunce da parte di membri della Chiesa, Galileo viene processato e condannato per eresia e costretto all’abiura per evitare il carcere. La sua pena viene commutata in una sorta di arresti domiciliari a vita. La riabilitazione dello scienziato da parte della Chiesa si può datare a partire dal 1822, 180 anni dopo la sua morte, con la concessione dell’imprimatur alla pubblicazione dell’opera “Elementi di ottica e astronomia” del canonico Giuseppe Settele, che riconosce finalmente la teoria copernicana del tutto compatibile con la dottrina cristiana. 359 anni dopo la condanna di Galileo, nella relazione finale della commissione di studio datata 31 ottobre 1992, il cardinale Poupard ammette che la condanna del 1633 è stata del tutto ingiusta.

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