Le teorie di Zecharia Sitchin – parte 2/4
Anunnaki

Le teorie di Zecharia Sitchin – parte 2/4

Le teorie di Zecharia Sitchin – parte 2

Oggi che abbiamo visto atterrare l’uomo sulla Luna (? ndd) è più facile per noi immaginare e descrivere un veicolo spaziale. Anche il cinema e la fantascienza ci hanno aiutato molto direi … Un approccio più moderno consente di dare nuove interpretazioni a vecchie traduzioni che in precedenza non erano chiare. Questo è un aspetto importante della premessa di Sitchin : lui aveva intuito che il periodo storico in cui erano stati interpretati alcuni eventi ne aveva influenzata anche la comprensione. Le traduzioni infatti sono soggette all’interpretazione del traduttore e dalla sua esperienza , dal suo background e dalla sua concezione del mondo. E soprattutto sono frutto del periodo storico in cui il traduttore opera. Ecco perché durante le sue ricerche voleva consultare solo materiale originale.

Gli storici considerano Sumer la culla della civiltà. Questa terra (odierno Iraq racchiusa tra il Tigri e l’Eufrate vicino al Golfo Persico) è il luogo dove sono nate le prime scuole, i primi tribunali, la prima lingua scritta, la prima aritmetica, i primi animali addomesticati e le prime coltivazioni. La lista dei primati è impressionante. I Sumeri raccontano nei propri documenti che tutto quello che sapevano lo avevano appreso dagli Anunnaki. Come facevano i Sumeri a conoscere così bene il Sistema Solare pur non avendo a disposizione telescopi per osservare il cielo? Le Cronache Terresti – la collana di libri principale di Sitchin – forniscono dettagliate informazioni sugli Anunnaki, creando una narrativa coerente. Chi erano? Perché sono venuti sulla Terra? Che cosa hanno fatto durante la loro permanenza sul nostro pianeta? Il libro Le cronache degli Anunnaki vuole fornire una panoramica delle informazioni contenute nei sette volumi delle Cronache Terrestri e include – per la prima volta – articoli e lettere di Sitchin ma precedentemente pubblicati in un libro.

Z.Sitchin “L’Antico Testamento ha riempito la mia vita fin da bambino. A quel tempo non sapevo nulla delle polemiche sulla incompatibilità tra Bibbia e teoria dell’evoluzione. Da giovane studente, studiando la Genesi nell’originale ebraico, cominciai a pormi delle domande. Un giorno leggemmo nel capitolo VI che, quando Dio decise di distruggere l’umanità con il Diluvio Universale, sulla Terra si trovavano “i figli delle divinità”, che avevano sposato le figlie degli uomini. L’originale ebraico li chiamava Nefilim e l’insegnante ci spiegò che significava “giganti”; io obiettai che il termine Nefilim significava letteralmente “coloro che sono stati gettati giù”, che sono scesi sulla Terra? Venni subito rimproverato e mi fu intimato di attenermi all’interpretazione tradizionale. Negli anni seguenti, dopo aver imparato le lingue, la storia e l’archeologia dell’antica regione corrispondente all’odierno Medio Oriente, i Nefilim divennero una ossessione per me.

Mi ci sono voluti 30 anni di ricerche, in cui sono più volte tornato a esaminare le fonti antiche prima di riuscire a ricreare nella mia mente una ricostruzione cronologica continua e plausibile degli eventi preistorici. Il Pianeta degli Dei dunque cerca di fornire delle risposte a domande specifiche (quando, perché, come e da dove). Ho cercato di decifrare una sofisticata cosmologia che spiega in che modo il Sistema solare si sia formato, come un pianeta “invasore” sia rimasto intrappolato nell’orbita solare e come si sia arrivati alla formazione della Terra e della altre parti del Sistema solare. Si illustra poi il viaggio nello spazio di questo pianeta – il Dodicesimo – verso la Terra, che torna in prossimità del nostro pianeta ogni 3600 anni. Il periodo del suo ritorno è caratterizzato da caos generale e da sconvolgimenti naturali sulla Terra.

(Janet Sitchin – Le Cronache degli Anunnaki)

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