Lo sbarco sulla Luna – Carlo Sibilia
Scienza

Lo sbarco sulla Luna – Carlo Sibilia

22 giugno 2018 Le teorie del complotto sullo sbarco sulla Luna, smentite una ad una Sibilia

Le teorie secondo le quali l’uomo non sarebbe mai giunto sulla Luna sono molte, e sono state riprese, da ultimo, anche dal sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia.

«La bandiera degli astronauti si muove, ma sulla Luna non c’è vento»

Quando gli astronauti hanno piantato l’asta con la bandiera questa ha continuato a muoversi un po’ per inerzia. È fisica: nessun vento la spingeva. La sua piegatura inoltre è rimasta perché era avvolta nel contenitore e quando è stata estratta ha mantenuto un po’ la memoria della piegatura.

«Perché il cielo, sulla Luna, non ha stelle?»

Dipende dal fatto che la superficie lunare riflette la radiazione solare e questo ostacola la visione del cielo. Anche noi dalle città non vediamo le stelle per l’inquinamento luminoso. Inoltre le foto venivano effettuate con velocità di scatto molto alta (1/150 – 1/250 di secondo) e quindi non restavano impressionate.

«Il modulo lunare, quand’è allunato, non ha smosso la polvere»

La ragione è che il modulo lunare ha spento il propulsore a razzo che lo frenava prima di toccare la superficie e quindi non ha provocato alcun effetto sul suolo: nè crateri né striature nella superficie polverosa

«L’astronauta che scende dalla scaletta è immerso nell’ombra, ma la tuta è stranamente illuminata»

Il motivo è che anche in ombra la luce riflessa dalla superficie lunare, dalla Terra, dalle superfici stesse del modulo lunare provocano un effetto di illuminazione dell’astronauta che scende.

«L’impronta dello scarpone è perfetta, come se fosse stata impressa su sabbia bagnata…»

Nessun trucco. La superficie della Luna è ricoperta da un materiale detto regolite frutto dello sbriciolamento delle rocce per gli enormi sbalzi termici tra il giorno e la notte. Diventa simile alla cenere vulcanica e quando si schiaccia si compatta facilmente trattenendo l’impronta perché sulla Luna non c’è aria che la alteri.

«Le ombre sulla Luna appaiono con direzioni diverse nella stessa foto»

Dipende dalla formazione del terreno dove si trovano gli astronauti ripresi dalla telecamera. Inoltre dipende dalla prospettiva che tende a far convergere le linee parallele e infine se entra in azione un grandangolare la convergenza delle ombre è più rilevante.

«Nessun telescopio da Terra ha mai fotografato gli oggetti lasciati dagli astronauti sulla Luna»

Il motivo è che non abbiamo telescopi così potenti da vedere i piccoli strumenti scientifici lasciati in superficie dagli astronauti. Ma con le sonde mandate dopo intorno alla Luna si è fotografata la base dei Lem (la parte bassa del modulo lunare) e persino le tracce lasciate dagli astronauti quando si muovevano con l’auto lunare

La roccia con la C e le croci sulle foto

Le foto avevano impresse nella pellicola talvolta delle croci che servivano da riferimenti nello studiarle. E anche la famosa C era frutto delle operazioni dello sviluppo o di un capello dello sviluppatore.

«Attraversando le fasce di radiazioni di van Allen gli astronauti dovevano restare vittime e le apparecchiature subire danni»

Le navicelle Apollo hanno attraversato le fasce per tempi troppo ridotti per subire danni. Un po’ come noi quando ci facciamo una radiografia: il tempo è ridotto e non ci sono conseguenze. Il discorso vale anche per gli strumenti elettronici.

«Il film «Capricorn One» è molto convincente, però»

Sarà: ma basti questo altro elemento, a smontarne la fondatezza. Sulla Luna gli astronauti hanno lasciato dei riflettori laser. Contro di essi, anche dal centro di Matera dell’Asi, vengono mandati dei raggi laser che il riflettore lunare rinvia a Terra. In questo modo si misura quotidianamente la distanza Terra-Luna. Se non ci fossero, nessun raggio potrebbe essere riflesso.

(di Giovanni Caprara)

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