La teoria degli antichi astronauti
Anunnaki Storia

La teoria degli antichi astronauti

La teoria degli antichi astronauti

detta anche teoria del paleocontatto o paleoastronautica, è l’insieme delle teorie che ipotizzano un contatto tra civiltà extraterrestri e antiche civiltà umane, quali Sumeri, Egizi, civiltà  dell’India antica e civiltà precolombiane. Queste teorie, diffusesi a partire dalla metà del XX secolo, non sono accettate dalla comunità scientifica.

Si fa risalire la nascita della paleoastronautica al 1960 con la pubblicazione di un articolo del matematico russo Matest Agrest. In seguito le teorie sul presunto contatto tra civiltà extraterrestri e alcune antiche civiltà umane sono divenute popolari negli anni sessanta e soprattutto negli anni settanta con la pubblicazione dei libri di Erich von Däniken e Peter Kolosimo, autore di numerosi best seller, tra cui Non è terrestre (1968) e Astronavi sulla preistoria (1972).

Tra i principali divulgatori delle teorie degli antichi astronauti vi sono lo scrittore e giornalista italiano Peter Kolosimo e l’archeologo e scrittore svizzero Erich von Däniken, preceduti di alcuni anni dal francese Robert Charroux e dal britannico W. Raymond Drake. Kolosimo e von Däniken dalla seconda metà degli anni sessanta hanno prodotto una serie di libri di grande presa popolare diffusi in molti paesi del mondo. Queste teorie sono state sostenute anche da alcuni religiosi, come il pastore presbiteriano e ufologo statunitense Barry Downing e il sacerdote cattolico spagnolo Salvador Freixedo. Altri popolari scrittori che in seguito hanno ripreso questa teoria sono Zecharia Sitchin e Robert K.

La tuta spaziale contro le radiazioni
Scienza

La tuta spaziale contro le radiazioni

Primo test attorno alla Luna nel 2018

Progettata dalla israeliana Stemrad, è composta da un materiale multistrato per proteggere gli astronauti oltre la magnetosfera terrestre. Sarà vestita da manichini a bordo della capsula Orion nel 2018. In attesa di un vero equipaggio

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La misteriosa borsa degli antichi Dei
Enlil e altri Anunnaki

La misteriosa borsa degli antichi Dei

A cosa serviva?

Diverse antiche sculture provenienti da diverse civiltà mostrano la presenza di borse misteriose, sorrette dai vari soggetti rappresentati nei manufatti. Ma per quale motivo centinaia di raffigurazioni in diverse culture del passato mostrano strani personaggi ritratti con in mano una sorta di misteriosa “borsa”o cesta che sia ? a che cosa serviva ? Cerchiamo di scoprirlo..

La crisi dei Microchip
Scienza

La crisi dei Microchip

La crisi dei Microchip

Come rispondere alla crisi dei microchip, indispensabili ormai per tantissime produzioni?

Come tutelarsi dalla garrota cinese che, con la minacciata annessione di Taiwan, potrebbe in pochi anni assicurarsi il controllo di gran parte della produzione mondiale del prezioso manufatto? Da settimane il premier Mario Draghi va sottolineando il forte ritardo dell’Europa su questo fronte, al punto che non ha esitato a prendere contatti diretti con il colosso americano Intel per convincerlo a sbarcare in Italia con un proprio stabilimento a partecipazione mista. Il dossier è stato affidato al ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti: «La trattativa c’è», ha confermato l’esponente dell’esecutivo dagli Stati Uniti dove ha avviato un’intensa interlocuzione con i vertici del colosso.

UN’INTESA DIFFICILE

Secondo alcune indiscrezioni, l’investimento di parte italiana ammonterebbe a circa 4 miliardi di euro, che potrebbero però raddoppiare sulla base delle dimensioni che assumerà l’investimento di Intel. Per la locazione dell’impianto italiano sarebbero in corsa Mirafiori (sponsorizzata con forza dal governatore del Piemonte, Alberto Cirio) o Catania, dove già opera StMicroelectronics. La fabbrica italiana, secondo alcune stime preliminari, potrebbe dare lavoro diretto a oltre mille persone. Anche per questo il governo è pronto a fare particolari concessioni a Intel, proponendo agevolazioni sul costo dell’energia e su quello del lavoro. L’obiettivo ideale sarebbe chiudere l’intesa entro fine anno.

Il mito di Perseo
Varie

Il mito di Perseo

Il mito di Perseo

Dell’epoca in cui il mito era storia, si racconta che nella lontana città di Argo, regnasse il re Acriso, figlio di Abante e di Ocalea, assieme alla sua sposa Euridice (o Aganippe secondo altri) e alla loro figlia Danae.

La tragica storia di re Acriso ebbe inizio quando si recò a Delfi per consultare l’oracolo perchè, non riuscendo ad avere figli maschi, era preoccupato per la sorte del suo regno non sapendo a chi dover lasciare i suoi possedimenti. Il responso dell’oracolo fu travolgente in quanto gli predisse che non solo non avrebbe avuto figli maschi ma che un giorno sarebbe morto per mano di suo nipote, il futuro figlio di sua figlia Danae. Il re, terrorizzato dalla profezia, fece rinchiudere la figlia in una torre dalle porte di bronzo sperando in questo modo che non fosse avvicinata da nessun uomo.

Ma Zeus che dall’alto dell’Olimpo seguiva le vicende dei mortali, impietosito dalla sorte toccata alla giovane fanciulla e invaghitosi di lei, entrò nella sua cella sotto forma di pioggia di gocce d’oro e concepì con lei quello che un giorno sarebbe diventato uno dei più grandi uomini dell’antichità: Perseo.

Re Acriso, scoperta la gravidanza della figlia che fu costretta a confessare le origini divine del figlio, nonostante la paura e la grande rabbia, non ebbe il coraggio di ucciderla ma aspettò che il bambino nascesse, per rinchiudere entrambi in una cassa che abbandonò alla deriva in mezzo al mare.

Coronavirus 39 – La causa delle trombosi con i vaccini AstraZeneca e J&J
Medicina Scienza

Coronavirus 39 – La causa delle trombosi con i vaccini AstraZeneca e J&J

Coronavirus 39 – La causa delle trombosi con i vaccini AstraZeneca e J&J

Una ricerca ancora in fase di preprint e firmata da alcuni scienziati tedeschi sostiene di aver trovato la causa dei coaguli di sangue e delle complicanze tromboemboliche che sono emerse in alcuni rari casi nelle vaccinazioni con con Vaxzevria (ChAdOx1 nCov-19, AstraZeneca) o con COVID-19 Vaccine Janssen della Johnson & Johnson. E afferma che il problema è potenzialmente risolvibile. Rolf Marschalek, professore dell’università Goethe di Francoforte che ha condotto studi sulla rara condizione a partire dallo scorso marzo, ha detto che il problema è correlato ai vettori di adenovirus che entrambi i vaccini usano per fornire le istruzioni genetiche per la proteina spike di Sars-Cov-2 nel corpo. I vaccini a mRNA sviluppati da Pfizer/BioNTech e Moderna ne sono immuni perché non utilizzano questo sistema di somministrazione: per questo non ci sono stati casi di coagulazione del sangue ad essi collegati.

Si parla, come ha ricordato ieri il rapporto di Aifa, di quei rari casi caratterizzati da trombosi dei seni venosi cerebrali (TSVC) e/o trombosi delle vene splancniche, spesso associati alla presenza di trombi in sedi multiple e a piastrinopenia, con emorragie gravi e talvolta segni di coagulazione intravascolare disseminata (CID). Questi eventi sono stati osservati quasi esclusivamente entro circa tre settimane dalla vaccinazione in soggetti sani con età inferiore a 60 anni, prevalentemente donne. E con una frequenza assai bassa: per il vaccino Vaxzevria sono stati riportati in tutto 169 casi di trombosi dei seni venosi cerebrali e 53 casi di trombosi delle vene splancniche,

Ettore Majorana
Scienza Storia

Ettore Majorana

La fine del grande scienziato che lavorò con Enrico Fermi e “i ragazzi di via Panisperna” alle prime ricerche sull’atomo torna di attualità. Misteriosamente scomparso nel 1938, secondo la Procura di Roma era vivo e vegeto in Venezuela dal 1955 al 1959. Ma chi era Majorana? E che cosa sappiamo della sua scomparsa?

Chi l’ha visto? Era questo il titolo di una rubrica della Domenica del Corriere sulle cui colonne, il 17 luglio 1938, apparve il seguente annuncio:

“Ettore Majorana, ordinario di Fisica all’Università di Napoli, è misteriosamente scomparso. Di anni 31, metri 1,70, snello, capelli neri, occhi scuri, una lunga cicatrice sul dorso di una mano. Chi ne sapesse qualcosa è pregato di scrivere”.

Le ultime notizie sul giovane scienziato erano datate 26 marzo, quando da un hotel di Palermo aveva annunciato a un suo collega l’intenzione di imbarcarsi sul primo traghetto per Napoli. Poi non se ne seppe più nulla, e sulle varie congetture che seguirono gravò costantemente l’incertezza dell’avverbio “forse”: forse Majorana si suicidò gettandosi in mare; forse fu assassinato; forse scese dalla nave (o non vi mise affatto piede) e si ritirò in un convento; forse rimase in Sicilia, sua terra d’origine; forse si rifugiò in Sud America… «O forse in Germania, dove condusse studi top secret sull’energia nucleare al soldo dei nazisti» aggiunge Federico Di Trocchio, docente di Storia della scienza all’Università La Sapienza di Roma e autore di varie pubblicazioni sul caso Majorana.

L’ultimo tassello di questa misteriosa vicenda è di questi giorni.

FBI rilascia un documento con i dettagli di corpi alieni e veicoli spaziali
Scienza

FBI rilascia un documento con i dettagli di corpi alieni e veicoli spaziali

FBI rilascia un documento con i dettagli di corpi alieni e veicoli spaziali

Il Documento declassificato dall’FBI afferma: “… Parte dei dischi trasportano equipaggi, altri sono sotto controllo remoto, e i corpi dei visitatori, e anche l’imbarcazione, si materializzano automaticamente entrando nella frequenza vibratoria della nostra materia densa …”

Numerosi governi in tutto il mondo stanno lentamente affrontando l’idea che la popolazione mondiale abbia il diritto di sapere se siamo soli o meno nell’universo. In effetti, il movimento di divulgazione non è mai stato così forte come lo è oggi con innumerevoli ufficiali militari, funzionari governativi e astronauti che parlano dell’esistenza della vita aliena e delle astronavi aliene.

Tra tutti i governi del pianeta, si ritiene che gli Stati Uniti abbiano molto da fare. La candidata presidenziale Hilary Clinton ha dichiarato che se fosse eletta Presidente degli Stati Uniti, rivelerebbe tutti i documenti relativi agli alieni e andrebbe a fondo del fenomeno UFO.

Jon Podesta, che era l’uomo giusto del presidente Barack Obama e capo del personale sotto l’amministrazione Clinton, ha twittato non molto tempo fa che uno dei suoi più grandi rimpianti del 2014 era il suo fallimento nel “garantire la divulgazione dei file UFO” e che “il tempo di tirare il sipario su questo argomento è atteso da tempo. Abbiamo dichiarazioni dalle fonti più credibili, quelle in grado di conoscere – su un fenomeno affascinante, la cui natura è ancora da determinare “.

Ma nonostante i seri tentativi di divulgazione,

Coronavirus 38 – Virus trovato negli occhi in 1 contagiato su 2
Medicina Scienza

Coronavirus 38 – Virus trovato negli occhi in 1 contagiato su 2

Coronavirus 38 – Virus trovato negli occhi in 1 contagiato su 2

Non solo la saliva, ma anche le lacrime. Il coronavirus Sars-CoV-2 è stato identificato sulla superficie oculare del 57,1% dei pazienti Covid da un team di ricercatori italiani, autori di uno studio condotto in Lombardia, una delle regioni del Nord Italia più colpite dalla pandemia. La ricerca, firmata da scienziati e specialisti dell’Asst dei Sette Laghi e dell’università dell’Insubria a Varese, è pubblicata su “Jama Ophthalmology”.

Gli esperti si sono chiesti qual è la presenza qualitativa e quantitativa di Sars-CoV-2 sulla superficie oculare dei pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva e hanno utilizzato per rilevarlo il saggio di reazione a catena della polimerasi-trascrizione inversa (Rt-Pcr), eseguendo un tampone congiuntivale. Su 91 pazienti esaminati, 52 avevano il virus anche nelle lacrime (57,1%). Sars-CoV-2, sottolineano gli autori del lavoro, può essere rilevato sulle superfici oculari di pazienti con Covid-19 anche quando il tampone nasofaringeo è negativo. «I risultati dello studio – ipotizzano – suggeriscono che il virus può diffondersi dalle superfici oculari all’organismo».

La ricerca è stata condotta tra il 9 aprile e il 5 maggio 2020, prima ondata di Covid-19. Sono stati esaminati anche i tamponi congiuntivali di 17 volontari sani aggiuntivi senza sintomi dell’infezione per valutare l’applicabilità del test. Età media dei 108 partecipanti (55 donne e 53 uomini) arruolati: 58,7 anni. Gli autori hanno rilevato un’ampia variabilità della carica virale media da entrambi gli occhi.

Coronavirus 37 – Oms accusa la Cina: Ha fatto poco per cercare le origini del virus
Medicina Scienza

Coronavirus 37 – Oms accusa la Cina: Ha fatto poco per cercare le origini del virus

Coronavirus 37 – Oms accusa la Cina: Ha fatto poco per cercare le origini del virus

I funzionari cinesi avrebbero fatto “poco” in termini di indagini epidemiologiche sulle origini della pandemia di Covid-19 a Wuhan nei primi otto mesi dopo lo scoppio. E’ quanto emerge da un documento interno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità diffuso dal Guardian. Il riepilogo del rapporto interno dell’Oms, datato 10 agosto 2020, afferma anche che il team che ha incontrato le controparti cinesi come parte di una missione per aiutare a trovare le origini del virus ha ricevuto poche  informazioni in quel momento e non ha ricevuto alcun documento  scritto.

Il rapporto della scorsa estate, scritto dunque quando i tassi di infezione globale avevano raggiunto i 20 milioni, fornisce nuove informazioni su come gli scienziati dell’Oms sarebbero stati ostacolati nei loro primi sforzi per studiare l’epidemia in Cina. La rivelazione arriva dopo che l’amministrazione Biden ha recentemente rilasciato una dichiarazione esplicita sulle forti preoccupazioni inerenti la cooperazione cinese nello studio della malattia. Jake Sullivan, il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha anche invitato la Cina a rendere pubblici i suoi dati sin dai primi giorni dell’epidemia e a tutti i paesi, compresa la Cina, a partecipare a un processo “trasparente e robusto” per prevenire e rispondere alle emergenze sanitarie.

Il dossier di due pagine è un riassunto del viaggio in Cina sostenuto dal responsabile del programma e leader della missione dell’Oms Peter Ben Embarek tra il 10 luglio e il 3 agosto 2020,

Coronavirus 36 – Virus a Wuhan già a settembre 2019
Medicina Scienza

Coronavirus 36 – Virus a Wuhan già a settembre 2019

Coronavirus 36 – Virus a Wuhan già a settembre 2019

«Il coronavirus era a Wuhan già a settembre 2019, 40 pazienti avevano i sintomi Covid e 8 persone sono morte». La (nuova) rivelazione arriva da alcuni file ospedalieri trapelati da “Epoch Times”, un quotidiano cinese con sede in America, legato alla setta religiosa perseguitata del Falun Gong in Cina. Le cartelle cliniche della città rivelano appunto che pazienti con una nuova e misteriosa forma di polmonite sono stati curati in otto ospedali tra la fine di settembre e l’inizio di dicembre 2019. I registri mostrano che 40 pazienti sono stati trattati con questa malattia (sconosciuta), che presentava sintomi praticamente simili a quelli del Covid-19. Di questi pazienti – stando al report – almeno otto sono morti in ospedale. Una storia che potrebbe sconfessare la prima verità fatta trapelare dal governo cinese. Se, come ritengono alcuni esperti, questi fossero i primi casi di coronavirus, tutto ciò sarebbe in contraddizione con il resoconto ufficiale del governo cinese su quando è effettivamente iniziata la malattia. Pechino ha sempre detto infatti che un «gruppo di casi di polmonite di causa sconosciuta» è apparso per la prima volta il 31 dicembre 2019 a Wuhan. Il 9 gennaio 2020 il governo cinese ha ufficializzato il focolaio di coronavirus all’Organizzazione mondiale della sanità.

APPROFONDIMENTI

Ma i registri ospedalieri mostrano che l’epidemia potrebbe essere iniziata già il 25 settembre 2019.

Perseverance è in volo verso Marte
Scienza

Perseverance è in volo verso Marte

Perseverance è in volo verso Marte

MENO DI 50 GIORNI ALL’ATTERRAGGIO DI PERSEVERANCE SU MARTE!

da evidenziare sul calendario perchè verso le 20 ora Italiana il rover della NASA Perseverance, dopo oltre 400 milioni di km percorsi nello spazio e quasi 7 mesi di viaggio atterrerà finalmente su Marte!

La missione sarà una delle più pazzesche mai manate su Marte: obiettivo, trovare tracce di vita passata nei pressi di un antico delta fluviale all’interno del cratere Jezero! Ma non solo: Perseverance avrà a bordo anche un piccolo drone per testare per la prima volta una tecnologia in grado di ricavare ossigeno dalla CO2 marziana e poi… raccoglierà campioni di suolo marziano da poter riportare a Terra con future missioni!

Coronavirus 35 – Vaccini effetti collaterali
Medicina Scienza

Coronavirus 35 – Vaccini effetti collaterali

Coronavirus 35 – Vaccini effetti collaterali

«Appena sarà possibile, io mi vaccinerò. Effetti collaterali sono ipotizzabili, come sempre succede con un vaccino. Emerge che il 2 per cento dei volontari ha avuto la febbre? Le pare che questa prospettiva sia raffrontabile con il pericolo di contrarre un virus che sta causando molti morti?». Il professor Roberto Cauda è direttore di Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma. Anche lui, come tanti scienziati, sta seguendo con attenzione la diffusione dei dati della sperimentazione dei vaccini in dirittura d’arrivo, in particolare i due che usano la tecnologia mRna, cioè Moderna e Pfizer-BioNTech (oggi nel Regno Unito comincerà la vaccinazione contro Covid-19 con quest’ultimo prodotto).

Analisi

Anche il professor Cauda sostiene che la prima regola è la trasparenza: «Come si fa con qualsiasi altro vaccino, bisognerà dire al cittadino: potrebbe venirti la febbre, potresti avere il mal di tesa, sono tutte reazioni normali. La fiducia si ottiene con la chiarezza. In questi mesi sarà decisivo aiutare gli italiani a vincere la diffidenza nel confronto di vaccini che, una volta autorizzati, saranno garanzia di sicurezza. Successe anche con il vaccino contro la poliomielite, quando Elvis Presley decise di vaccinarsi proprio per convincere gli americani». Informare prima, ma assistere anche dopo. «Certo, sarà giusto dare dei punti di riferimento a chi è stato vaccinato.