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Pedofilia, Bagnasco: Niente obbligo di denuncia
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Pedofilia, Bagnasco: Niente obbligo di denuncia

Bagnasco: «Niente obbligo di denuncia degli abusi per rispetto delle vittime»

Non un no alla denuncia ma un’attenzione verso le vittime e risponde a ciò che i genitori ritengono meglio per il bene dei propri figli. Per noi l’obbligo morale è ben più forte dell’obbligo giuridico, e impegna la Chiesa a fare tutto il possibile per le vittime». Lo ha detto il presidente della Cei Bagnasco, parlando di pedofilia da parte di religiosi.

Bagnasco si è riferito alle linee guida della Cei in materia di pedofilia pubblicate ieri secondo le quale i vescovi non sono «pubblici ufficiali» e dunque non sono obbligati a denunciare all’autorità giudiziaria casi di abusi sessuali nei confronti dei minori che sono di loro conoscenza. Il porporato è intervenuto a margine del seminario regionale di studio sulla scuola che si sta svolgendo a Genova. «Questa questione – ha aggiunto Bagnasco – rientra in un contesto più ampio in cui il punto fondamentale è la cooperazione con l’autorità giudiziaria». «Il Vaticano prescrive di rispettare le leggi nazionali e sappiamo che la legge italiana non riconosce questo dovere» di denuncia.

«Ma ciò che è più importante – ha aggiunto – è il rispetto delle vittime e dei loro familiari che non è detto vogliano presentare denuncia, per ragioni personali. Bisogna essere molto attenti affinchè noi sacerdoti, noi vescovi non andiamo a mancare gravemente di rispetto alla privacy, alla discrezione alla riservatezza e anche ai drammi di eventuali vittime che non vogliano essere “messe in piazza”,

Bagnasco e le unioni civili
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Bagnasco e le unioni civili

I figli non sono un diritto

e devono avere un padre e una madre.

Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, non usa mezzi termini nell’ultima uscita sul tema delle unioni civili. La famiglia è uno «scrigno di relazioni, di generazioni e di generi, di umanesimo e di grazia» nel quale «vi è una punta di diamante: i figli. Che però non sono mai un diritto», sottolinea, aggiungendo che «il loro vero bene deve prevalere su ogni altro, poichè sono i più deboli ed esposti: non sono mai un diritto, poichè non sono cose da produrre; hanno diritto ad ogni precedenza e rispetto, sicurezza e stabilità. Hanno bisogno di un microcosmo completo nei suoi elementi essenziali, dove respirare un preciso respiro: ‘I bambini hanno diritto di crescere – ha rilevato ancora il presidente della Cei citando parole del Papa – con un papà e una mamma. La famiglia è un fatto antropologico, non ideologicò».

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