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Lettera a Bergoglio
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Lettera a Bergoglio

CARO BERGOGLIO…

ho letto la missiva che oggi ha scritto al “popolo di Dio” e nella quale lei chiede (ritengo a nome dell’istituzione che rappresenta) perdono per gli abusi sessuali commessi dai sacerdoti. Premetto che mi piacerebbe capire meglio l’espressione “popolo di Dio”. Si sta per caso rivolgendo all’intero genere umano? No, perché sa, in questo caso io mi dissocio, visto che non credo in alcun dio, così come immagino che dalla sua lettera si dissocino quanti credono in un dio diverso da quello cattolico, al quale penso lei si rivolga.

Vede, Bergoglio, tanta gente si è rotta le scatole delle vostre richieste di perdono per tutta una serie di comportamenti, passati e presenti, della vostra chiesa.
Mi ricordate tanto la famosa canzone di Caterina Caselli! Soprattutto, poi, non siete più credibili, e tantomeno è credibile lei, che da qualche tempo si riempie la bocca di “tolleranza zero” contro i pedofili, ma di fatto non ha realizzato un solo atto concreto, a livello pratico o normativo, per combattere il fenomeno (a parte qualche commissione fantasma creata ad hoc per gettare fumo negli occhi).

Lei avrebbe potuto ad esempio introdurre l’obbligo per i vescovi di denunciare i sacerdoti pedofili; oppure avrebbe potuto riformare il processo canonico, nel quale (pochi lo sanno) alla vittima non è consentito di essere accompagnata da un legale; oppure avrebbe potuto prevedere l’immediata decadenza allo stato laicale per il bastardo di turno. Invece, niente di tutto questo. Parole, parole, parole,

Papa Bergoglio ed i muri
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Ipocrisia millenaria alimentata dal cieco perbenismo dell’8 x 1000 …