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La Brexit ed il confine Irlandese
Storia

La Brexit ed il confine Irlandese

La Brexit ed il confine Irlandese

Per capire le origini e la rilevanza della questione riguardante il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda è necessario fare un passo indietro. Bisogna infatti tornare al Government of Ireland Act del 1921, quando l’isola irlandese è stata ripartita in Irlanda del Nord, parte del Regno Unito, e Repubblica d’Irlanda, che dal 1801 faceva parte del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda e che finalmente diventava indipendente. Con la partizione veniva dunque identificato un confine che divideva nettamente le due parti, non solo dal punto di vista geografico, ma anche politico e identitario.

Infatti, è da qui che iniziano le tensioni tra le due comunità che animano l’Irlanda del Nord e che sostengono una posizione diametralmente opposta riguardo al significato del confine. Da una parte si trovano gli unionisti, ovvero la popolazione discendente dai primi insediamenti britannici nell’isola irlandese di inizio Seicento. Essi, in maggioranza protestanti, concepiscono l’Irlanda del Nord come parte integrante del Regno Unito e nella loro visione il confine era ciò che definiva la loro appartenenza politica all’Unione. Dall’altra parte, invece, si contrappongono i nazionalisti, di origine irlandese e prevalentemente cattolici, che invece percepiscono il confine come un ostacolo alla realizzazione del loro obiettivo politico di lungo periodo: la riunificazione dell’isola irlandese sotto un unico Stato repubblicano. Il confine ha quindi sempre definito l’identità e lo status costituzionale dell’Irlanda del Nord, oltre che l’elemento di divisione tra le due comunità.

Gli anni dei cosiddetti “The Troubles” (1968-1998) hanno portato all’estremo lo scontro tra unionisti e nazionalisti.

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