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La Nasa pubblica un Libro dove sostiene la Teoria degli Antichi Astronauti
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La Nasa pubblica un Libro dove sostiene la Teoria degli Antichi Astronauti

La Nasa pubblica un Libro dove sostiene la Teoria degli Antichi Astronauti

È possibile che antichi astronauti extraterrestri abbiano visitato il nostro pianeta in un remoto passato e ritenuti dai nostri antenati come divinità discese dal cielo? Secondo un nuovo libro edito dalla Nasa, “Archeology, Anthropology and Interstellar Communication”, l’antica arte rupestre potrebbe essere il segno delle loro visite passate…

La Teoria degli Antichi Astronauti, sulla base di indizi archeologici e riferimenti mitologici, ipotizza che i nostri antenati siano entrati in contatto con viaggiatori extraterrestri in visita sul pianeta Terra e che, in qualche modo, tale contatto abbia influenzato il naturale percorso evolutivo culturale dell’umanità. Tenendo conto del fenomeno noto come Culto del Cargo, i ricercatori ipotizzano che i nostri antenati, impressionati dalla tecnologia in loro possesso, abbiano scambiato gli antichi viaggiatori per divinità, sviluppando un vero e proprio culto finalizzato a richiamarne la presenza. Gli autori di riferimento per i teorici degli Antichi Astronauti sono certamente Zecharia Sitchin, studioso che ha dedicato la sua ricerca alla traduzione e all’interpretazione della mitologia sumera, e Erich von Däniken, la cui opera più conosciuta è senz’altro “Gli extraterrestri torneranno”. Nonostante sia stata bollata, fino a poco tempo fa, come una teoria fantasiosa e fuori da ogni umana comprensione, l’idea degli antichi alieni sta guadagnando sempre più credito, tanto che, recentemente, perfino Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti, ha dichiarato che non si stupirebbe se si scoprisse che gli extraterrestri hanno già visitato il nostro pianeta. 

Mai stati sulla Luna?
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Mai stati sulla Luna?

Mai stati sulla Luna?

Ancora oggi, a oltre 50 anni dall’inizio dell’epopea spaziale, uno dei problemi principali che affliggono qualsiasi missione spaziale è rappresentato dalle radiazioni pericolose cui gli astronauti verrebbero sottoposti.

Radiazioni pericolose ufficialmente riconosciute

In un video ufficiale della Nasa risalente al 2014, creato per illustrare la nuova navicella spaziale Orion, l’ingegnere della Nasa Kelly Smith ha dichiarato quanto segue:  «Allontanandoci ulteriormente dalla Terra, passeremo attraverso la Fascia di Van Allen, un’area carica di radiazioni pericolose. Radiazioni di questo tipo possono danneggiare i sistemi di guida, i computer a bordo o altre componenti elettroniche. […] I sensori a bordo registreranno i livelli di radiazione affinché gli scienziati li studino. Dobbiamo risolvere queste problematiche prima di poter mandare delle persone oltre questa regione dello spazio».
È stata proprio questa frase a causare un forte stupore: in che senso dobbiamo risolvere queste problematiche prima di poter mandare delle persone oltre le fasce di Van Allen? Non erano stati mandati già vari astronauti a bordo delle navicelle Apollo per andare sulla Luna? Non si trattava quindi di un problema risolto?
Evidentemente no, oppure, semplicemente, forse il problema non era mai stato affrontato perché non ve n’era la necessità (nel caso si volesse ritenere che le missioni Apollo possano essere stare realizzate all’interno di un set cinematografico, forse proprio perché non si era riusciti a trovare un modo efficace per offrire adeguata protezione dalle radiazioni).

Scienziati NASA e la vita su Marte
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Scienziati NASA e la vita su Marte

Lo scienziato della NASA condivide la verità sulla vita su Marte

“Più osserviamo Marte più informazioni otteniamo e capiamo che è veramente un pianeta affascinante. Grazie al Curiosity Rover ora sappiamo che Marte una volta era un pianeta molto simile alla Terra, con grandi mari salati, con laghi d’acqua dolce , probabilmente con picchi e nubi coperti di neve e un ciclo di acqua proprio come  qui sulla Terra. . . . Qualcosa è accaduto su Marte, ha perso l’acqua “.

La citazione di cui sopra viene da John Grunsfeld, un astronauta e amministratore associato della direttiva sulla missione scientifica della NASA. È stato dato ad una conferenza stampa della NASA dove i rappresentanti hanno detto al mondo che Marte non è il pianeta asciutto e arido che abbiamo immaginato e che una volta era molto simile a Terra e possiede ancora la possibilità che ospiti la vita. Dopo tutto, l’acqua significa la vita.
Mentre questo annuncio è venuto come uno shock per il pubblico, gli scienziati hanno già raccontato al mondo da un pò di tempo che Marte era una volta molto simile alla Terra, che probabilmente ospitava una qualche forma di vita e che qualcosa è accaduto nel passato di Marte che ha completamente modificato le sue condizioni planetarie e atmosferiche.

Inoltre, molti scienziati prestigiosi, personale militare di alto rango e figure politiche sono in procinto per rivelare gli avvistamenti di oggetti strani che volano nell’atmosfera che sfidano la nostra attuale comprensione della fisica.

Gli alieni sono già sulla Terra
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Gli alieni sono già sulla Terra

La rivelazione shock di un miliardario partner della Nasa

Quanto può esser considerata intelligente una specie che ritiene di essere la sola ad aver avuto la fortuna di essersi sviluppata in un Universo composto da miliardi di galassie, ognuna delle quali, a sua volta, è composta da miliardi di stelle? La comunità scientifica sembra ormai globalmente convinta del fatto che la fuori, magari distante centinaia o migliaia di anni luce dal nostro pianeta, vi siano altri mondi abitati da creature più o meno tecnologicamente evolute. Scoprirle non sarà semplice, ed entrare in contatto con loro si presume ancor più complicato. Nel frattempo, tuttavia, colpisce l’annuncio fatto da Robert Bigelow, amministratore delegato della Bigelow Aerospace, società partner della Nasa.

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La NASA ha nascosto la verità
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La NASA e la verità sul pianeta X-Nibiru

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Non siamo andati sulla Luna
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Il documentario della NASA a proposito programma Constellation

Ascoltate (anche i sottotitoli) dopo il minuto 3:00 quando l’ingegnere NASA parla della Fascia di Van Allen ….

Domanda : come siamo riusciti a superale INDENNI con le missioni Apollo con la tecnologia di 50 anni fa ?

A riprova, la grande Samantha Cristoforetti , in una intervista live dalla ISS ….

La Grande Sfida di Andare Oltre L’Orbita Bassa …” ?!?!?!?

03:00: “Allontanandoci sempre di più dalla Terra, attraverseremo le fasce di Van Allen, una zona di pericolose radiazioni.”
03:11: “Radiazioni come queste possono danneggiare i sistemi di guida, i computer di bordo o altri strumenti elettronici sull’Orion.”
03:18: “Naturalmente, dobbiamo attraversare questa zona pericolosa due volte: una volta durante la salita e un’altra al ritorno.”
03:26: “Ma l’Orion è dotato di protezioni. La schermatura verrà messa alla prova quando il veicolo attraverserà le onde di radiazioni. I sensori a bordo registreranno i livelli di radiazione affinché
gli scienziati possano studiarli.”
03:36: “Dobbiamo risolvere queste sfide prima di mandare delle persone ad attraversare questa regione dello spazio.”

Ma come, queste sfide non sono state già risolte quando la NASA fece attraversare più volte questa regione agli astronauti più di 45 anni fa con computer che preistorici?