pedofilia

Lettera a Bergoglio
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Lettera a Bergoglio

CARO BERGOGLIO…

ho letto la missiva che oggi ha scritto al “popolo di Dio” e nella quale lei chiede (ritengo a nome dell’istituzione che rappresenta) perdono per gli abusi sessuali commessi dai sacerdoti. Premetto che mi piacerebbe capire meglio l’espressione “popolo di Dio”. Si sta per caso rivolgendo all’intero genere umano? No, perché sa, in questo caso io mi dissocio, visto che non credo in alcun dio, così come immagino che dalla sua lettera si dissocino quanti credono in un dio diverso da quello cattolico, al quale penso lei si rivolga.

Vede, Bergoglio, tanta gente si è rotta le scatole delle vostre richieste di perdono per tutta una serie di comportamenti, passati e presenti, della vostra chiesa.
Mi ricordate tanto la famosa canzone di Caterina Caselli! Soprattutto, poi, non siete più credibili, e tantomeno è credibile lei, che da qualche tempo si riempie la bocca di “tolleranza zero” contro i pedofili, ma di fatto non ha realizzato un solo atto concreto, a livello pratico o normativo, per combattere il fenomeno (a parte qualche commissione fantasma creata ad hoc per gettare fumo negli occhi).

Lei avrebbe potuto ad esempio introdurre l’obbligo per i vescovi di denunciare i sacerdoti pedofili; oppure avrebbe potuto riformare il processo canonico, nel quale (pochi lo sanno) alla vittima non è consentito di essere accompagnata da un legale; oppure avrebbe potuto prevedere l’immediata decadenza allo stato laicale per il bastardo di turno. Invece, niente di tutto questo. Parole, parole, parole,

Scandalo pedofilia su bambini sordomuti
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Scandalo pedofilia su bambini sordomuti

Dopo anni di scandali, accuse e proteste, papa Francesco

ha detto basta ed ha commissariato la Compagnia di Maria per l’educazione dei sordomuti, l’istituto con casa generalizia a Verona in Italia e sedi in molti Paesi del mondo, in cui numerosi sacerdoti sono accusati di aver abusato sessualmente minori affetti da disabilità nel corso di decenni. La notizia è stata data nelle scorse settimane da una agenzia di stampa argentina, ma in Italia era passata sotto traccia. Proprio un argentino il commissario scelto dal pontefice: si tratta di Alberto Bochatey, vescovo ausiliare di La Plata. La nomina è stata effettuata dalla Congregazione vaticana per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica ed è facile immaginare che abbia ottenuto il pieno avallo del Papa. A Bochatey sono stati dati i più ampi poteri nella gestione dell’istituto religioso.

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Il prete che giustifica i pedofili
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Il prete che giustifica i pedofili

Prete ipocrita rappresentante di una casta millenaria che in realtà “giustifica” entrambe le cose e molto di più …

 

Pedofilia rapporto choc
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Pedofilia rapporto choc

Ecclesia delenda est

Royal Commission: il 7% dei preti in Australia, dal 1950 al 2010, accusato di abusi sui bambini.

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Pedofilia, cardinale Pell parla
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Pedofilia, cardinale Pell parla

La Chiesa ha commesso enormi errori

Il cardinale australiano George Pell, prefetto degli Affari economici del Vaticano, ha riconosciuto che la chiesa cattolica ha commesso «enormi errori» consentendo che, nei secoli, migliaia di bambini fossero abusati e molestati da preti. Testimoniando in videoconferenza da Roma con l’Australia ha ammesso inoltre che troppe denunce arrivate da fonti credibili sono state spesso respinte «in scandalose circostanze». «Non sono qui per difendere l’indifendibile» ha aggiunto il cardinale ascoltato in udienza in un hotel romano.

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Pedofilia, Bagnasco: Niente obbligo di denuncia
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Pedofilia, Bagnasco: Niente obbligo di denuncia

Bagnasco: «Niente obbligo di denuncia degli abusi per rispetto delle vittime»

Non un no alla denuncia ma un’attenzione verso le vittime e risponde a ciò che i genitori ritengono meglio per il bene dei propri figli. Per noi l’obbligo morale è ben più forte dell’obbligo giuridico, e impegna la Chiesa a fare tutto il possibile per le vittime». Lo ha detto il presidente della Cei Bagnasco, parlando di pedofilia da parte di religiosi.

Bagnasco si è riferito alle linee guida della Cei in materia di pedofilia pubblicate ieri secondo le quale i vescovi non sono «pubblici ufficiali» e dunque non sono obbligati a denunciare all’autorità giudiziaria casi di abusi sessuali nei confronti dei minori che sono di loro conoscenza. Il porporato è intervenuto a margine del seminario regionale di studio sulla scuola che si sta svolgendo a Genova. «Questa questione – ha aggiunto Bagnasco – rientra in un contesto più ampio in cui il punto fondamentale è la cooperazione con l’autorità giudiziaria». «Il Vaticano prescrive di rispettare le leggi nazionali e sappiamo che la legge italiana non riconosce questo dovere» di denuncia.

«Ma ciò che è più importante – ha aggiunto – è il rispetto delle vittime e dei loro familiari che non è detto vogliano presentare denuncia, per ragioni personali. Bisogna essere molto attenti affinchè noi sacerdoti, noi vescovi non andiamo a mancare gravemente di rispetto alla privacy, alla discrezione alla riservatezza e anche ai drammi di eventuali vittime che non vogliano essere “messe in piazza”,