Svalbard Seed

Svalbard Global Seed Vault
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Svalbard Global Seed Vault

La Siria fa un “prelievo” di semi dal deposito dell’apocalisse

Ad appena otto anni dalla sua inaugurazione, il megadeposito vicino al Polo Nord, pensato per stoccare semi di tutti i Paesi e proteggerli in caso di guerre nucleari, terremoti e attacchi terroristici, ha già ricevuto la sua prima richiesta di prelievo, direttamente da ricercatori siriani in fuga da Isis.

Molti teorici del complotto pensano che si tratti di un bunker creato in vista di una catastrofe nucleare o cosmica… In realtà, si tratta proprio di questo! Siamo alle Svalbard, settantottesimo parallelo, a mille chilometri dal Polo Nord, le terre abitate più a Nord del pianeta. Un territorio senz’alberi, né insetti, e dove il sole non tramonta da aprile e ad agosto e l’inverno è fatto di 155 giorni di buio totale. Qui si trova lo Svalbard Global Seed Vault, un megadeposito con dentro, 400 milioni di semi, una sorta di Arca di Noè della biodiversità del mondo, ben difeso da minacce di guerre nucleari, terremoti e cataclismi cosmici. Dello Svalbard Global Seed Vault si vede solo l’ingresso. Il resto è sottoterra. Un tunnel scavato per 130 metri all’interno di una montagna di arenaria e tre enormi grotte a 130 metri sopra il livello del mare, al riparo in caso di scioglimento dei ghiacciai.

Ed è al sicuro anche in caso di guasto all’impianto energetico che fa funzionare la struttura, visto che il permafrost che la circonda manterrebbe comunque la temperatura costante.